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Corpo europeo di solidarietà: identità e budget per un Programma

Sara Pietrangeli Corpo europeo di solidarietà

La Commissione europea ha dato seguito alle enunciazioni dei mesi scorsi ed è giunta a definire ora solide basi per il Corpo europeo di solidarietà. Come? Proponendo un bilancio per i prossimi tre anni e una base giuridica specifica, strumenti che ne determinano un’identità a sè rispetto agli altri programmi europei.

In una prima fase, a partire da dicembre 2016, infatti, per poter offrire ai giovani interessati opportunità di volontariato, tirocinio o lavoro nel quadro del Corpo europeo di solidarietà sono stati attivati 8 diversi Programmi, da Erasmus+ a Life. Oggi la Commissione propone di dotare l’iniziativa del Corpo europeo di una base giuridica unica, di un proprio meccanismo di finanziamento e di un ventaglio più ampio di attività di solidarietà. L’obiettivo è accrescere ulteriormente la coerenza e l’impatto dell’iniziativa e migliorarne l’efficacia in termini di costi.

La Commissione propone di assegnare 341,5 milioni di euro al Corpo europeo di solidarietà, per il periodo 2018-2020, al fine di consentire la partecipazione di 100.000 giovani europei entro la fine del 2020.

Per la prossima fase sono previsti i seguenti tipi di attività:

  1. con i collocamenti di solidarietà i giovani potranno svolgere attività di volontariato per un massimo di 12 mesi, tirocini generalmente di 2-6 mesi e attività lavorative in conformità alla pertinente legislazione nazionale per 2-12 mesi;
  2. i gruppi di volontariato permetteranno a gruppi di 10-40 giovani provenienti da diversi Paesi di fare volontariato insieme, da 2 settimane a 2 mesi;
  3. i progetti di solidarietà consentiranno a piccoli gruppi di almeno 5 partecipanti di creare e realizzare di propria iniziativa progetti di solidarietà a livello locale, per 2-12 mesi;
  4. le attività di rete contribuiranno ad attirare nuovi partecipanti al Corpo europeo, permetteranno lo scambio di buone pratiche, forniranno un sostegno post-collocamento e costituiranno reti di ex partecipanti.

Queste azioni offriranno ai giovani di tutta Europa nuove possibilità di impegnarsi in attività di solidarietà intese ad affrontare le sfide sociali e a rafforzare le comunità. Parallelamente, contribuiranno a migliorare le abilità e le competenze dei giovani utili per il loro sviluppo personale e professionale all’inizio della carriera.

Qualsiasi organismo pubblico o privato che rispetti rigorosi criteri qualitativi può proporre progetti per il Corpo europeo di solidarietà. Dell’attuazione si faranno carico la Commissione europea, le Agenzie nazionali Erasmus+ negli Stati membri e l’Agenzia esecutiva per l’istruzione, gli audiovisivi e la cultura (EACEA). Affinché i partecipanti possano integrarsi meglio nel mercato del lavoro, sarà incoraggiato anche il coinvolgimento attivo dei servizi per l’impiego pubblici e privati e delle camere di commercio.

Per approfondimenti: