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Indagine sull’implementazione e sull’impatto del Programma Erasmus+ : Scuola, Università, Educazione degli Adulti

Luisella Silvestri -, Educazione adulti, Scuola, Università

Allo scopo di avere una panoramica completa di quanto si è fatto e di quanto c’è ancora da fare per raggiungere gli obiettivi primari del Programma, l’Agenzia nazionale Erasmus+ Indire si è avvalsa in maniera trasversale della collaborazione di coloro che quotidianamente si confrontano con la gestione delle attività. Nel 2016 sono state programmate una serie di attività volte a indagare le opinioni, i pareri e le esperienze di coloro che da anni operano nei settori dell’istruzione e formazione a livello europeo, con particolare riferimento al programma LLP e Erasmus+. I protagonisti dei tre settori di competenza coinvolti nell’indagine dell’Agenzia Erasmus+ sono stati 551: 253 Docenti e staff dell’ Università, 23 Referenti USR, 174 Ambasciatori eTwinning, 7 Ambasciatori EPALE, 15 Istituzioni EDA, 79 valutatori Erasmus+.

Le risposte al questionario, pubblicato on line, sono state 434, di cui 152 da parte dei rappresentanti del settore Scuola, 237 da parte dei soggetti impegnati nell’Istruzione Superiore e 34 da parte delle persone coinvolte nell’Educazione degli Adulti. Si è registrata un’ampia partecipazione con un tasso di risposta del 77,4%.

I settori dell’istruzione e formazione coinvolti
  Grafico 1_bis

Il criterio di scelta degli stakeholder è stato quello di contattare esperti, docenti, formatori, che fossero direttamente coinvolti nei programmi europei o comunque avessero avuto un ruolo importante nell’implementazione del programma.
Molti risultati scaturiti dall’indagine non hanno rappresentato una novità assoluta in termini di criticità o miglioramenti da evidenziare, bensì ci hanno dato conferma di alcuni aspetti che lo staff dell’Agenzia, nel corso degli anni, aveva osservato e evidenziato nell’implementazione sia dei precedenti programmi che in Erasmus+.
Il questionario di consultazione on line è stato principalmente costruito sulla traccia di quello proposto dalla Commissione per la valutazione di medio termine degli effetti e cambiamenti prodotti dalla nuova programmazione. Gli spunti di riflessione e di indagine si sono articolati su cinque criteri qualitativi: efficacia, efficienza, rilevanza, coerenza e valore aggiunto.

I risultati

Per quanto riguarda il set di domande inerenti l’efficacia  e l’efficienza delle azioni del programma sui beneficiari, la maggior parte degli stakeholders hanno concordato nel sostenere una maggiore efficacia dei progetti di mobilità rispetto ai partenariati internazionali:

Il 63% dei partecipanti all’indagine considera la mobilità più efficace per il raggiungimento degli obiettivi specifici del Programma, quota che sale all’83% nel solo settore dell’Istruzione Superiore (dove, al contrario, il numero di Partenariati Strategici KA2 non è alto, rispetto al successo della KA2 nel settore scuola e EDA).

Anche se prevale un diffuso ottimismo nei confronti dell’attuale programma, l’82% delle risposte sostiene la necessità di introdurre modifiche strutturali per aumentarne l’efficacia, ad esempio introducendo la mobilità a lungo termine degli studenti nei progetti KA1 (adesso questa attività è prevista solo nei progetti KA2), oppure prevedere un potenziamento degli strumenti per la preparazione linguistica prima delle mobilità, come ci illustra la grafica seguente:

Ritiene che vi siano modifiche o cambiamenti strutturali da apportare in Erasmus+ o nel prossimo programma che potrebbero aumentarne l’efficacia?Se sì quali?

Grafico 2_bis
Nei commenti dei nostri interlocutori, viene evidenziato in modo chiaro che  l’approccio alla progettazione in Erasmus+ è più efficace e funzionale, in quanto la sinergia tra settori educativi diversi permette di ottenere una visione d’insieme delle opportunità di sovvenzione disponibili:

  • I programmi europei come Erasmus+ e LLP permettono di migliorare le proprie pratiche e modalità di lavoro acquisendo buone prassi e contribuendo a realizzare prodotti innovativi
  • La dimensione europea di Erasmus+ permette di andare oltre il livello nazionale dà una prospettiva più ampia e favorisce l’innovazione. I processi di condivisione, fanno trovare soluzioni diverse
  • Il valore aggiunto europeo a livello individuale permette un aumento delle conoscenze linguistiche, delle competenze personali e delle competenze relazionali, l’acquisizione di una mentalità interculturale e del senso di cittadinanza europea
  • A livello delle istituzioni si sviluppano, ad esempio, nuovi metodi didattici, si attua la condivisione dei risultati scientifici e si realizza una collaborazione diretta nella ricerca.

Un’alta percentuale di commenti (più del 85%) sottolinea la validità degli obiettivi che favoriscono la mobilità e la qualità della formazione: le esperienze di scambio e di mobilità hanno facilitato l’internazionalizzazione delle istituzioni scolastiche e universitarie. Il programma ha concretamente prodotto lo ‘svecchiamento’ delle metodologie e strategie didattiche, favorendo lo scambio di buone pratiche. I commenti, a supporto delle risposte che gli stakeholders hanno indicato, sottolienano a più riprese che lo sviluppo e il miglioramento delle competenze produce una maggiore consapevolezza e amplia le opportunità di studiare e lavorare in contesti diversi.

Erasmus+ costituisce, opinione condivisa, un valore aggiunto, un tassello concreto per la creazione di uno spazio europeo dell’istruzione.

Infine, il nostro campione di riferimento chiamato a rispondere a domande che indagavano la coerenza e la rilevanza degli obiettivi del programma, si è espresso in maniera abbastanza unanime su questi criteri, evidenziando la piena rilevanza e quindi attualità degli obiettivi  programmatici.

Ritiene che i bisogni o i problemi cui far fronte siano cambiati in modo tale da richiedere modifiche agli obiettivi di Erasmus+ o del prossimo programma?

Grafico3_bisLa nostra indagine si colloca tra una serie di inziative e attività che l’Agenzia Erasmus+ Indire ha condotto nell’arco di due anni (2016-2017) per approfondire e valutare gli effetti qualitativi prodotti da Erasmus+ a vari livelli, individuale, istituzionale e sistemico.

La prima attività di verifica e analisi si è concentrata sulla stesura del rapporto di valutazione intermedia dell’impatto del programma, richiesto dalla Commissione Europea alle singole Agenzie (rapporto Paese). L’Agenzia Indire ha poi pianificato e realizzato, in collaborazione con l’Istituto Piepoli, un’indagine su vasta scala, per misurare l’impatto, sia in termini quantitativi che qualitativi, delle azioni dei programmi europei LLP e Erasmus+, con particolare riguardo ai settori dell’istruzione scolastica e istruzione superiore. I risultati di quest’ultima indagine, che ha visto coinvolti più di 1.800 intervistati, sarà pubblicata a breve e resa disponibile sui canali informativi dell’Agenzia. Infine, per il settore dell’educazione degli adulti, abbiamo realizzato un ulteriore questionario di approfondimento per cogliere i cambiamenti e i bisogni educativi di questo ambito educativo dell’apprendimento formale e non formale.

Il lavoro di raccolta dati e di analisi dei risultati ha impeganto molte risorse professionali dell’Agenzia, i nostri beneficiari, gli stakeholders e tutti coloro che ci hanno supportato e aiutato ad esplorare in modo analitico i cambiamenti avvenuti,  attraverso i progetti di cooperazione e le mobilità, nelle scuole e università, nei luoghi della formazione e apprendimento.

 Un ringraziamento particolare a tutti coloro che hanno partecipato alle varie indagini e consultazioni, a loro dedichiamo questo lavoro di sintesi e analisi.

 
Indagine sull’implementazione e sull’impatto di Erasmus+
(Sintesi dei risultati, Gruppo di lavoro Studi e Analisi)

 

di Angela Miniati
Agenzia Nazionale Erasmus+ Indire
Studi e Analisi