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Mobility for integration: una buona prassi di mobilità VET per l’integrazione dei migranti

Francesca Carta Buone pratiche, Formazione, Inclusione, VET

Al centro del dibattito politico comunitario è presente con tutta la sua urgenza il tema dell’accoglienza e dell’integrazione dei migranti e dei rifugiati. Abbiamo tutti davanti agli occhi le immagini potenti dei campi profughi, delle traversate dagli esiti incerti, delle persone asserragliate ai confini dell’Europa. Si dibatte di indirizzi politici e di fondi da stanziare per fare fronte all’emergenza. Si discute di modalità per gestire efficacemente l’impatto di un flusso migratorio dalle dimensioni straordinarie.

Si esaminano anche le misure per agevolare la reale integrazione dei migranti e dei rifugiati nei nostri paesi e questo aspetto ha preso progressivamente sempre maggiore importanza dopo gli attentati di Parigi del novembre scorso e, ancor di più, lo prenderà a seguito degli attacchi di Bruxelles di martedì 22 marzo. L’istruzione e la formazione professionale appaiono giocare un ruolo sempre più strategico al fine di agevolare il processo di inclusione sociale dei gruppi migranti nei differenti paesi. Per tale ragione, a valle dell’incontro straordinario di Bruxelles del 24 febbraio scorso, i 28 Ministri dell’istruzione dell’Unione Europea hanno adottato una risoluzione per sviluppare misure che garantiscano investimenti mirati nei settori dell’istruzione e della formazione per promuovere la cittadinanza e l’inclusione sociale. Cooperare, scambiare esperienze, consentire lo scambio delle migliori idee e pratiche in ambito educativo e formativo risulta, pertanto, quanto mai urgente e necessario in tale scenario.

hands_integrationRitengo che l’integrazione dei migranti e dei rifugiati nel nostro tessuto sociale e, quindi lavorativo, costituisca un valore aggiunto per tutti noi” così commenta Franca Fiacco Direttrice dell’Agenzia Nazionale Erasmus+ per la formazione – ISFOL “e che questo processo non possa prescindere dalla messa in campo di interventi mirati ed adeguati di istruzione e formazione professionale. In tale ottica le buone prassi realizzate in Erasmus+ e nel precedente Programma LLP – Leonardo da Vinci possono essere fonte di ispirazione per innovare le pratiche esistenti e per consentire un progressivo miglioramento del sistema dell’IFP, anche in una chiave inclusiva”.

Ecco allora il contributo di “Mobility for Integration”, buona prassi di mobilità transnazionale realizzata dalla Cooperativa GEA di Padova, finalizzata allo scambio di formatori e finanziata dal programma LLP-Leonardo da Vinci.

Nel corso della settimana di confronto con gruppi di colleghi greci, olandesi, portoghesi e spagnoli, 36 operatori italiani, fra cui mediatori culturali, formatori, insegnanti delle scuole secondarie e delle ULSS, coinvolti nell’accoglienza e nel sostegno alle persone migranti in ambito scolastico e socio-sanitario, hanno avuto l’opportunità di confrontarsi ed aggiornare le proprie competenze su ambiti chiave in materia di integrazione dei migranti. I partecipanti hanno potuto, infatti, comparare le procedure e gli strumenti di prima accoglienza in uso nei diversi paesi, i dispositivi per l’insegnamento della seconda lingua e per la misurazione delle competenze in entrata dei migranti, gli strumenti di coinvolgimento delle famiglie nelle attività dei neo arrivati e quelli di validazione delle competenze formali e non formali dei mediatori/facilitatori negli altri paesi.

Gli operatori hanno potuto approfondire le tematiche della trasparenza delle qualifiche, nonché osservare alcuni esempi di best practices relativi alla progettazione di standard di figure professionali espressi in termini di learning outcomes e sperimentare appositi ed idonei strumenti per la valutazione della figura del mediatore-facilitatore culturale, che in Italia non è ancora codificata in termini di competenze, conoscenze e abilità.

Miriam Sorgato, insegnante di seconda lingua a Montecchio Maggiore (VI), ha effettuato lo scambio in Grecia, dove è stata inizialmente presentata l’organizzazione Penthesileia, assieme alle procedure ed agli strumenti di accoglienza e prima integrazione nelle scuole e nei servizi territoriali, sociali e sanitari greci. Nel corso dello scambio Miriam ha visitato un’organizzazione attiva nel campo dell’immigrazione, dove sono stati illustrati gli strumenti utilizzati per coinvolgere le famiglie in attività di accoglienza e prima integrazione, forniti esempi di gruppi di auto-mutuo aiuto di genitori, migranti e autoctoni e di buone pratiche di cittadinanza attiva. Attraverso il confronto con una realtà diversa dalla propria, Miriam ha potuto prendere ispirazione per riportare quanto appreso nella propria realtà quotidiana.

download“I professionisti attivi nel campo dell’accoglienza dei migranti raramente hanno occasioni di scambio internazionale sul tema.” dichiara la coordinatrice del progetto Laura Di Lenna Il progetto ha fatto sì che gli operatori selezionati potessero avere un confronto con diverse realtà europee, acquisendo nuove competenze professionali a sostegno dell’integrazione degli immigrati nei territori di provenienza.”

Il progetto ha favorito uno scambio continuativo tra persone impegnate sullo stesso tema. Questo ha consentito di costruire le premesse per la partecipazione a scambi e collaborazioni future sia tra persone che tra istituzioni di appartenenza. Con le reti scolastiche coinvolte, ad esempio, attraverso la partecipazione degli insegnanti, si sono messe a punto strategie condivise per favorire l’inserimento nella scuola degli alunni figli di immigrati, ma anche per favorire l’accoglienza degli adulti.

Per saperne di più: http://www.geacoop.org

A cura di Francesca Trani

Agenzia Nazionale Erasmus+ ISFOL