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Sintesi del seminario Epale a La Spezia. Verso un Manifesto della formazione accogliente per i migranti

Alessandra Ceccherelli -, Educazione adulti, Epale, Inclusione

Chi arriva in Italia attraverso le tante rotte dell’immigrazione ha bisogno di tutto: mangiare, vestirsi, trovare un luogo dove dormire, ma se ci si ferma a questo livello si rischia di creare un forte livello di dipendenza, frustrazione dell’attesa, gruppi etnici che rimangono isolati rispetto alla società. Nei luoghi della formazione si può scongiurare questo rischio attraverso lo sviluppo delle proprie capacità, prospettive di realizzazione e inserimento.”

(Valeria Fanfani, SPRAR La Spezia in collaborazione con Associazione Mondo Nuovo Caritas)

 

La qualità dell’accoglienza è un sistema con una visione complessiva e di lunga durata, volto non solo a tamponare gli sbarchi, ma alla convivenza e l’integrazione delle persone accolte nella società ospitante. La buona accoglienza è possibile solo con gruppi di lavoro specializzati e adeguatamente formati e tramite un sistema integrato di cooperazione tra i centri di accoglienza e i servizi del territorio, le scuole, gli enti di formazione, le Amministrazioni comunali, il terzo settore ed il volontariato.

Questi i temi affrontati a La Spezia, dal 14 al 16 settembre, durante il seminario La formazione accogliente: condivisione di pratiche e scenari di collaborazione organizzato dall’Unità EPALE Italia in collaborazione con il Comune e il Cpia di La Spezia, la Caritas Diocesana e il Dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia dell’Università di Firenze. Un’occasione per fare il punto della situazione e per approfondire il tema con l’ausilio di esperti e operatori del settore, cercando di focalizzare le nuove sfide poste al mondo educativo e cercare soluzioni ed esperienze efficaci da condividere.

Oltre 130 partecipanti provenienti da tutta Italia e operanti presso i Cpia, i centri d’accoglienza, gli SPRAR e le onlus si sono confrontati per stabilire le sinergie necessarie per gestire la prima accoglienza e formazione dei migranti e avviare percorsi integrati di educazione e alfabetizzazione linguistica. Una panoramica del variegato sistema italiano d’accoglienza articolato in prima e seconda accoglienza e dedicato ai richiedenti asilo e a chi ha già concluso l’iter della domanda d’asilo.

Sala Dante, plenaria La Spezia

 

Giovedì 14 settembre

Il sistema integrato dell’accoglienza

Il seminario prende avvio con i saluti istituzionali, presenti al tavolo Silvia Ferrari, portavoce del Sindaco di La Spezia, Edoardo Lombardi, Capo di Gabinetto del Prefetto, Lorenza Venturi, Capo Unità Epale Italia, Stefania Branchini, Direttrice Sociale del Distretto Sociosanitario 18, don Luca Palei, Direttore Caritas Diocesana La Spezia-Sarzana-Brugnato, Michele Pellecchia, Direttore Generale Ufficio Scolastico Regionale Liguria e Maria Rosaria Micheloni, DS CPIA La Spezia. “Il Comune è lieto di patrocinare questo seminario per comprendere le sinergie necessarie per gestire l’accoglienza dei migranti – dichiara Silvia Ferrari portavoce del sindaco Pierluigi Peracchini– É intenzione dell’amministrazione affrontare il tema dell’immigrazione nella logica dell’inclusione, del rispetto della diversità, ma anche nella richiesta al migrante di rispettare le regole della nostra società, secondo un duplice principio di solidarietà e responsabilità”.

Entrando nel vivo, il contesto (dati, persone, risorse), la formazione e la ricerca nel sistema integrato, l’esperienza di sistema SPRAR alla Spezia e quella del CPIA sono illustrati dai diversi attori del primo panel del seminario: Giovanna Del Gobbo, Gilda Esposito, Glenda Galeotto del Dipartimento Scienze della Formazione e Psicologia Università di Firenze; Valera Fanfani responsabile SPRAR del Comune di La Spezia e Andrea Mordacci del CPIA La Spezia. L’intervento di Gilda Esposito fornisce una panoramica del contesto, della situazione attuale dei numeri degli sbarchi e dell’accoglienza in Italia e nel mondo (181.000 sbarchi in Italia nel 2016, 71.744 richieste di asilo nei primi sei mesi del 2017) e sollecita la riflessione sull’importanza di una cultura della pratica e della conoscenza, pensare ed agire “evidence based”: analisi dei dati e attenta valutazione dei risultati. La cultura dei dati è l’unica risposta alla paura di ciò che non conosciamo ed il solo modo per affrontare una società in continua trasformazione. Le risorse sono tante: i migranti, con il loro patrimonio culturale e di competenze, i sistemi territoriali integrati, e le persone, le tante persone che lavorano e operano nell’accoglienza, ed ogni persona, ogni cittadino della comunità ospitante. A seguire Glenda Galeotti ha presentato lo studio attualmente in corso in Costa d’Avorio per identificare interventi concreti al fine di supportare e sostenere l’inclusione sociale e lavorativa dei giovani Ivoriani, l’attenzione si sposta sulla metodologia e gli strumenti utilizzati nella ricerca educativa.

Oltre al racconto sull’esperienza di sistema dello SPRAR alla Spezia, Massimiliano Bruni dell’Archivio Diaristico Nazionale ha anticipato il tema dell’autobiografia presentando la storia e le attività dell’Archivio e il progetto ‘Dimmi, Diari multimediali migranti’, iniziativa che ha come ha come obiettivo strategico la valorizzazione del patrimonio culturale rappresentato dalla narrazione di sé delle persone di origine straniera.

Diario - Archivio Diari Pieve Santo Stefano

 

Infine i partecipanti hanno potuto assistere alla proiezione de ‘I migrati’, un documentario diretto da Francesco Paolucci e prodotto dalla Comunità 24 luglio dell’Aquila sui migranti accolti in piccole località degli Appennini realizzato da un gruppo di persone con disabilità fisiche e mentali. Presenti in sala Anna Romano e Gianluca Corsi. Leggi l’articolo

Il documentario è visibile in versione integraleGuardalo su Rai Play  

 

A conclusione della prima giornata l’invito e la speranza è diffondere e valorizzare le esperienze e le buone pratiche presentate e da presentare durante i tre giorni attraverso la piattaforma EPALE introdotta ad inizio giornata da Lorenza Venturi, capo Unità EPALE, ed illustrata da Daniela Ermini dell’Unità EPALE Italia.

 

Venerdì 15 settembre

Lavori di gruppo e prima stesura del ‘Manifesto della formazione accogliente’

La seconda giornata rappresenta il cuore del seminario in quanto dedicata alla condivisione di buone pratiche di collaborazione tra i CPIA, i centri di accoglienza e le onlus per gestire la prima accoglienza e avviare percorsi integrati di educazione e alfabetizzazione linguistica. Significativi gli interventi della dottoressa Maddalena Tricarico della Soc Coop Sociale Auxilium, la presentazione del progetto NISABA da parte della professoressa Raffaella Basso del CPIA 5 di Torino e del progetto Erasmus+ Out-Side-In presentato da Dario Di Nepi di Speha Fresia Società Cooperativa ed orientato a qualificare gli operatori che lavorano nell’educazione degli adulti destinata ai rifugiati.

Nel pomeriggio l’attenzione è stata riservata ai lavori di gruppo per una condivisione attiva delle buone pratiche e delle esperienze di tutti partecipanti finalizzata ad individuare punti di forza, punti di debolezza, proposte e cambiamenti per il “Manifesto della formazione accogliente”, prodotto finale di questo seminario. Il manifesto, attualmente in fase di elaborazione, sarà uno strumento vivo e ambizioso con l’intento che cresca sia in dimensione nazionale che europea.

Le visite sul campo, intese come continuazione dei lavori di gruppi, hanno cercato di dare un senso concreto alle parole. Le visite si sono svolte presso Manarola per conoscere il progetto di ricostruzione dei caratteristici muretti a secco ad opera di un gruppo di ragazzi migranti provenienti dall’Africa, progetto di integrazione sociale e trasferimento di antiche competenze; presso il CPIA La Spezia dove i partecipanti hanno potuto assistere alle lezioni di Italiano L2 e presso la Caritas Mondo Nuovo che ha gestito anche la cena presso l’Oratorio della Parrocchia di Cristo Re a chiusura dell’intensa ed itinerante giornata.

Visita a Manarola

 

Sabato 16 settembre

Il metodo autobiografico

Il Seminario si conclude con “Il caso Lampedusa” studio presentato dalla professoressa Caterina Benelli dell’Università di Messina e dalla professoressa Daniela Bennati della Libera Università di Anghiari, fondata come Associazione culturale da Duccio Demetrio e Saverio Tutino dell’Archivio Diaristico Nazionale. Il progetto “Viaggi di-versi”, che prende in considerazione gli isolani di Lampedusa, la comunità accogliente, presenta due anime: quella del laboratorio autobiografico e quella della raccolta e testimonianza delle storie di una comunità, dall’Io al Noi, dalla propria storia alle tante storie delle persone che abitano un territorio.

Il metodo autobiografico favorisce l’autostima, attraverso la conoscenza e l’espressione di sé e la valorizzazione delle proprie storie. È una forma di inclusione sociale in quanto crea uno scambio di esperienze e di modi di essere diversi.

A conclusione dei tre giorni, Fabrizio M. Colombo del CPIA di Savona ha presentato il progetto “Arrivederci fratello mare”: dialoghi e rilfessioni dei migranti sull’ esperienza del viaggio in mare verso l’Italia e infine i partecipanti sono stati coinvolti in un Laboratorio pratico sull’autobiografia coordinato da Andrea Ciantar.

Il nostro viaggio comincia qui, con tante esperienze e pratiche da condividere in EPALE e soprattutto con la stesura del Manifesto grazie al lavoro congiunto di tutti i partecipanti e alla crescita e al consolidamento delle sinergie nate durante il seminario.

 

Martina Blasi, Unità Epale Italia

Articolo pubblicato su Epale.it dove saranno condivisi anche i lavori di gruppo e la prima stesura del Manifesto.

 


Consulta le slide e i contenuti dei relatori:

PDF icon presentazione_epale_ermini.pdf

Formazione e progettazione per l’innovazione eco-socio-educativa nelle società plurali_Università di Firenze

PDF icon archiviodiari_brunimassimiliano.pdf

File Presentazione_Nisaba

File Out-Side-In_Dario Di Nepi_Speha Fresia Soc Cooperativa

PDF icon Benelli_Bennati_2017.pdf

PDF icon laboratorio-autobiografia_ciantar.pdf

PDF icon progetto_lampedusa_berlin_it.pdf

 

Guarda tutte le foto nell’album Flickr (clicca sull’immagine per aprire l’album):

Seminario EPALE "La formazione accogliente: condivisione di pratiche e scenari di collaborazione"