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SCUOLA

Carla Stella, un’insegnante europea da Comenius a Erasmus+

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Carla Stella, insegnante presso la scuola primaria dell’Istituto Comprensivo “E. Medi” di Porto Recanati, è la “pioniera Erasmus” che ha partecipato insieme a Sara Pagliai, coordinatrice dell’Agenzia nazionale Erasmus+ Indire, all’ evento ufficiale per la celebrazione dei 30 anni di Erasmus presso la sede del Parlamento europeo a Strasburgo il 13 giugno scorso.
Dal 1995 ha saputo cogliere e portare nella sua scuola e nel territorio molte delle opportunità offerte dai programmi europei. La sua storia infatti inizia con la partecipazione alla formazione in servizio Comenius e passa per progetti scolastici Comenius, eTwinning e progetti Erasmus+ sia di mobilità che di partenariato strategico.

CarlaStella1Prima esperienza nel Programma Socrates già nel 95. Cosa ti aveva spinto a partecipare a questa esperienza? Come hai conosciuto questa opportunità?

Era poco tempo che avevo fatto il passaggio di ruolo dalla scuola dell’infanzia alla primaria e stavo già insegnando inglese pertanto chiesi di fare formazione per approfondire la metodologia e nello stesso tempo rispolverare e rafforzare le conoscenze linguistiche. Facevo volontariato in un InformaGiovani e avevo sentito parlare di questa opportunità. Allora esisteva a Firenze la Biblioteca Pedagogica (ora Indire ndr.) e il materiale per richiedere la formazione era solo cartaceo. Telefonai e me lo feci spedire per posta.

Nel 2004 riuscii ad ottenere un progetto Comenius,   “Building a better Europe”, con altre 5 scuole Europee. Era la prima volta che nella mia scuola, l’unica del paese, si parlava di partenariato tra scuole. Durò quattro anni durante i quali imparai tante cose, la progettazione con insegnanti lontani che a volte però sono più vicini di quelli della porta a fianco. Nel 2008 un nuovo partenariato Comenius: “The language of friendship

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Sei anche ambasciatrice eTwinning. etwinning, un valore aggiunto?
etwinning è sicuramente un valore aggiunto!
Mi sono ritrovata a lavorare con eTwinning sulla scia di progetti Comenius e fu la scoperta di un “nuovo mondo”, nuove tecnologie, una fonte di novità e di scoperte. Chiesi di diventare ambasciatore eTwinning l’anno successivo (2009), a seguito  di due Quality Label ottenuti. Ha rappresentato un vero trampolino di lancio nel settore dell’apprendimento digitale e  dello scambio con insegnanti europei. Di anno in anno si è diffuso sempre più portando novità e grande ricchezza di contenuti.
Grazie a eTwinning ho scoperto e imparato tantissime cose. Ho avuto la possibilità di aggiornarmi semplicemente dal computer di casa mia, interagendo con altri insegnanti e utilizzando la lingua straniera come mezzo di comunicazione senza tanto badare agli errori ma semplicemente comunicando e scambiandoci le competenze. Ho partecipato a seminari e Professional Development Workshops in Italia e in altri paesi europei. Ho migliorato le mie competenze e nella mia scuola sono diventata figura strumentale web e persona di riferimento per l’informatica nonché animatore digitale. I progetti etwinning hanno avvicinato le distanze e i miei alunni hanno potuto interagire con altri bambini di scuole straniere in un percorso di cittadinanza europea.

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Il ricordo più bello che leghi ai programmi europei?
Il ricordo più bello è difficile sceglierlo. Ho tanti bei ricordi. Posso dire che il viaggio in Svezia per un partenariato con 5 colleghe è quello che ricordo con tanto piacere. La Svezia era un paese lontano visitammo le scuole di Västerås e scoprimmo un altro modo di concepire il tempo scolastico, le aule e gli spazi all’interno e all’esterno. Rimanemmo affascinate da quanto diverso fosse l’ambiente, l’arredo. I bambini lasciavano le scarpe all’ingresso e stavano scalzi o in pantofole, avevano la cucina attigua alla classe e un laboratorio di falegnameria. Restammo in Svezia per 5/6 giorni avvolte dall’accoglienza delle insegnanti che aprirono anche le loro case inventando una “caccia al Tesoro” che portava a casa di ciascuna di loro. Potrei parlare anche della Turchia, dell’Olanda, della Polonia, della Romania, della Slovacchia, della Lituania, della Lettonia, della Spagna, dell’Inghilterra, insomma ogni meeting, che fosse Comenius o Erasmus, è stato stupendo e carico di ricchezza e di esperienze.

Dai partenariati scolastici Comenius ai partenariati strategici Erasmusplus. Come hai vissuto questo cambiamento e cosa ha portato nella tua scuola?
Il cambiamento è stato grande e purtroppo anche tanto complicato. Io ho voluto richiedere sia il KA1(mobilità per formazione degli insegnanti) che il KA2 (partenariato tra scuole). Era il primo anno e molte cose erano nuove e difficili ma sono stata fortunata e la mia scuola li ha ottenni entrambi.

Il KA1 ha portato la mia Dirigente scolastica e un’insegnante di scuola secondaria di primo grado a fare job shadowing in Francia e la sottoscritta e altri 8 insegnanti ad Exeter nel Devon per formazione linguistica e Clil. Trovo importante la novità introdotta dal programma sull’approccio istituzionale e non individuale al progetto. Si tratta di elaborare un progetto più complesso rispetto al programma precedente ma che dà la possibilità a più insegnanti di fare formazione europea e di coinvolgere l’intero istituto.

Questo è l’ultimo anno del progetto KA2 Erasmus plus dal titolo “Under the same sky, open minds and equal rights for all”, dedicato al tema dell’uguaglianza.
Il partenariato prevedeva la mobilità di 6 alunni per ogni meeting. Durante questi viaggi ho potuto vedere una luce diversa negli occhi dei bambini, per molti di essi si trattava del primo distacco dalle famiglie e anche il primo volo. Sono certa che le emozioni provate in quelle circostanze faranno sempre parte della loro vita. . Gli insegnanti hanno preparato delle lezioni condivise con i partner europei e svolte nelle varie scuole del partenariato e gli alunni hanno partecipato alle mobilità con gli insegnanti accompagnatori e sono stati ospitati dalle famiglie degli alunni delle scuole associate. A mio parere questo è stato il valore aggiunto di questo progetto. Sicuramente un arricchimento personale e un’esperienza che resterà nei loro ricordi per tutta la vita. Un avvio alla cittadinanza europea e il primo seme per ulteriori Erasmus+.
Il progetto sta volgendo al termine e stiamo realizzando il prodotto finale.
Sono esperienze indimenticabili e che fanno crescere professionalmente e personalmente!CarlaStella4

 

 

 

 

 

 

 

30 anni di Erasmus. A Strasburgo durante la cerimonia ufficiale oltre alla festa per i successi di questo programma, si è parlato anche del futuro, di come migliorare Erasmus+ dopo il 2020. Alla luce della tua lunga esperienza, come vedi il futuro del programma?

Il festeggiamento dei 30 anni dell’Erasmus a Strasburgo è stata una delle tante opportunità che ho avuto ma sicuramente è arrivato in un momento particolare e a coronamento di una conclusione professionale che mi ha visto sempre in prima fila per oltre 40 anni. Con piacere ho assistito al lancio della nuova app che renderà tutto più agibile e a portata di mano.
Si è parlato molto durante i workshop, tenuti nel Parlamento europeo, della necessità di semplificare la modulistica e di aumentare i budget per permettere a un numero sempre maggiore di persone di usufruire di questa opportunità includendo anche i meno abbienti. Penso che lo spirito dell’Erasmus sia quello di diffondere sempre di più lo scambio e l’interazione tra popoli nell’ottica di pace, tolleranza e solidarietà. Dare opportunità di confronto e di interazione tra popoli. Formarsi all’estero è un valore aggiunto nel curriculum di chi si affaccia nel mondo del lavoro.
Per quanto riguarda la scuola spero si continui ancora questo tipo di progettualità, si aumenti la mobilità per gli adulti, gli insegnanti ed anche degli alunni più piccoli.

 


Per approfondire
La mia storia Erasmus+ [pdf] Il blog della professoressa Carla Stella 

 

a cura di Valentina Riboldi
Agenzia nazionale Erasmus+ Indire, Unità comunicazione