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#IoRestoErasmus – Il Progetto EMMA e l’importanza della formazione europea per Il Museo dei Bambini di Roma

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Lo sviluppo della pandemia ha coinvolto anche EMMA – Enhancing Motivation and competences through Mobilities Abroad, il progetto di Explora, il Museo dei Bambini di Roma, cofinanziato dal programma Erasmus+ dell’Unione Europea.

EMMA è nato come progetto di formazione  internazionale in grado di coinvolgere lo staff di Explora attraverso la partecipazione a corsi, eventi formativi e periodi di osservazione sul campo in strutture ad alto valore aggiunto europeo: valigie pronte e biglietti alla mano, il progetto ha subito, necessariamente, uno slittamento dei viaggi previsti a data da destinarsi.

Potrà il protrarsi di questa pandemia sconvolgere il pensiero Erasmus?
Ne parliamo con Filippo Liberati, Responsabile di Sala nel padiglione del Museo, da anni figura chiave nell’assistenza al pubblico in visita e ruolo cardinale nella gestione dello staff.
La sua destinazione: l’Experimentarium di Copenaghen.

 

Cosa ti ha spinto ad aderire al progetto Emma?

Trovo sempre affascinante entrare in contatto con realtà simili a quelle che vivo nella mia quotidianità lavorativa. Inoltre, l’idea di farlo in paesi stranieri mi permette di avere una più completa conoscenza del mondo lavorativo nel mio settore. Il progetto EMMA lo ritengo uno strumento di apprendimento e condivisione di competenze per me e per il Museo per cui lavoro.

Hai già avuto altre esperienze Erasmus durante il progetto? Se sì come valuti la tua precedente esperienza?

Ho avuto l’opportunità di seguire un corso di lingua inglese a Dublino, Irlanda. Il corso ha avuto la durata di una settimana in modalità full time. Ho apprezzato molto la didattica in classe, con delle pratiche efficaci e coinvolgenti, proposte da insegnanti molto attenti alle esigenze del singolo. Al termine del corso, una volta rientrato in Italia, ho avuto modo di mettere in pratica alcune competenze acquisite, andando a migliorare un aspetto del mio lavoro. Posso assolutamente ritenermi soddisfatto dell’esperienza e questa bella energia che ho riportato sul lavoro la devo anche all’aspetto extra didattico, in quanto ho beneficiato di un programma di attività ben strutturate che hanno arricchito la parte di studio. Ricordo anche con piacere il tempo libero condiviso con i colleghi di corso.

Quando saresti dovuto partire e dove saresti dovuto andare con la nuova avventura?

Avevo in programma un progetto di job shadowing presso il museo “Experimentarium” di Copenaghen. Il viaggio era in programma per metà maggio, ma i recenti episodi internazionali hanno reso inevitabile una interruzione.

Cosa ti aspettavi dal viaggio in programma o cosa, comunque, ti aspetti di trovare in quello che hai posticipato?

Dopo aver cercato tra i tanti musei per bambini in Europa ho scelto di recarmi a Copenaghen presso il museo Experimentarium per la vasta offerta per bambini e famiglie in questa struttura. Ci sono percorsi e installazioni per tutte le età e la ritengo una struttura davvero interessante da scoprire di persona. Spero un giorno di riuscire a conoscerla e di seguire da vicino l’operato del personale del museo.

Quali credi saranno le sfide più dure da dover affrontare nei prossimi mesi parlando di Erasmus?

Ritengo che il momento attuale sia difficile da interpretare per qualunque attività produttiva, che sia di carattere industriale o culturale. Questo ci impone, come membri di una comunità europea, di mettere in pratica delle risposte di respiro continentale per unire mercati, risorse e competenze. La sfida europea è oggi messa a dura prova e uno stesso Progetto Erasmus deve rappresentare sia una risorsa cui attingere, ma anche un progetto da rafforzare per vincere questa sfida.

Quanto credi sia fondamentale l’uso del digitale per assottigliare le distanze tra la generazione Erasmus in questo periodo?

L’uso del digitale è ormai necessario per unire distanze e accorciare il tempo di realizzazione di progetti. Trovo però altrettanto fondamentale che un progetto come Erasmus si basi sulla possibilità di far uscire le persone dai confini del proprio operato quotidiano e farle incontrare sul campo. Credo sia nella natura del progetto Erasmus. Lo scambio, la condivisione e la cooperazione non possono prescindere da una conoscenza delle altre realtà da attuare in prima persona. Gli strumenti digitali devono rinforzare e completare questa pratica.

Qual è il tuo ricordo più bello della precedente avventura?

Dal punto di vista professionale la soddisfazione dei risultati portati a termine una volta che sono rientrato a lavoro e ho potuto condividere con i miei colleghi le pratiche e nozioni apprese durante la mobilità Erasmus. Per quanto riguarda l’aspetto personale mi ha fatto davvero piacere condividere un percorso con persone che erano ben inserite in un’idea di scambio e apprendimento previste dal progetto cui ho partecipato.

 

Alessandra Arcella
Ufficio Stampa Explora, il Museo dei Bambini di Roma 

 

#IoRestoErasmus è un progetto dell’Agenzia Nazionale Erasmus+ Indire per dare voce alle tante storie virtuose che il Programma sostiene anche in questa parentesi anomala per la mobilità internazionale: Buon Erasmus a Tutti!