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Costruire fiducia insieme: una visita di studio sull’impresa sociale, l’apprendimento e le seconde opportunità

29/05/2026

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Dal 12 al 14 maggio 2026, EPALE Italia ha organizzato a Palermo una visita di studio europea dedicata all’imprenditoria sociale e allo sviluppo di comunità. Per tre giorni, colleghe e colleghi dei Servizi nazionali di supporto EPALE di diversi Paesi europei si sono incontrati in Sicilia per esplorare in che modo le imprese sociali possano diventare luoghi di apprendimento, inclusione, dignità e trasformazione.

Le visite di studio rappresentano ormai una pratica preziosa e consolidata all’interno della comunità EPALE. Sono occasioni in cui un Servizio nazionale di supporto invita colleghe e colleghi di altri Paesi europei ad approfondire un tema specifico attraverso l’osservazione diretta, il dialogo e lo scambio tra pari. Non si tratta semplicemente di visitare “buone pratiche”, ma di creare spazi in cui un tema viene osservato da diverse prospettive europee; luoghi in cui professionisti e professioniste confrontano esperienze, discutono sfide comuni e si interrogano su come EPALE possa sostenere la condivisione di conoscenze, la collaborazione e la nascita di future partnership.

Il tema scelto da EPALE Italia è stato quello dell’imprenditoria sociale: un ambito che parla direttamente ad alcune delle questioni più urgenti che l’Europa si trova oggi ad affrontare — migrazioni, disoccupazione, povertà educativa, esclusione sociale, fragilità dei territori, transizione ambientale e necessità di ricostruire fiducia.

Ed è proprio per questo che la Sicilia, e Palermo in particolare, hanno rappresentato un contesto così significativo.

Palermo è una delle grandi città europee dei molti mondi. Nel cuore del Mediterraneo, è stata attraversata e plasmata da Fenici, Greci, Romani, Arabi, Normanni, dominazioni spagnole e molte altre presenze. Le sue strade, i mercati, l’architettura, il cibo, le lingue e le comunità raccontano una lunga storia di incontri, passaggi e trasformazioni. Palermo ci ricorda che l’Europa non è soltanto un continente di confini, ma anche uno spazio di scambio, migrazione e patrimonio condiviso.

Ma Palermo non è una cartolina. È bellissima e ferita, generosa e complessa. Si confronta con povertà, disoccupazione, disuguaglianze, fragilità dei servizi pubblici, incuria urbana, con l’eredità e la persistenza della criminalità organizzata, e con il difficile equilibrio tra turismo e identità locale. La migrazione è parte della sua realtà quotidiana, portando con sé ricchezza ma anche tensioni. Per questo Palermo può essere letta come uno specchio dell’Europa stessa: diversa, fragile, resiliente, e ancora capace di trasformare le differenze in cultura, relazioni e nuove forme di comunità.

La visita si è aperta a Moltivolti, impresa sociale radicata nel quartiere multiculturale di Ballarò. Fin dall’inizio, i partecipanti sono stati invitati a guardare all’impresa non solo come luogo di produzione, ma come spazio in cui l’accoglienza diventa comunità, il lavoro diventa riconoscimento e la diversità diventa una risorsa condivisa. Moltivolti è un bar, uno spazio coworking e un centro di attività sociali per la città.

Il giorno successivo, il gruppo ha proseguito il confronto presso Al Fresco Giardino e Bistrot, esplorando percorsi di formazione professionale, crescita personale e reinserimento nel mercato del lavoro per giovani adulti in contesti restrittivi e in situazioni di vulnerabilità sociale. Qui l’impresa sociale è apparsa come un ponte: tra carcere e società, tra esclusione e partecipazione, tra vulnerabilità e autonomia. Il progetto di Al fresco è gestito dalla Cooperativa Rigenerazioni onlus.

Il programma ha incluso anche una poster session, durante la quale i partecipanti hanno presentato il panorama dell’imprenditoria sociale nei rispettivi Paesi. Questo momento ha ampliato la prospettiva oltre l’esperienza italiana, permettendo alle pratiche siciliane di entrare in dialogo con altre realtà, politiche e domande europee.

Nella giornata finale, i partecipanti hanno visitato l’Ecomuseo Mare Memoria Viva e AltroVerso. L’Ecomuseo è uno spazio culturale, educativo e ambientale che racconta la storia di Palermo e del suo rapporto con il mare attraverso memorie, pratiche artistiche e narrazioni di comunità. AltroVerso è un’impresa sociale (di cui abbiamo già parlato su EPALE) che offre servizi di lavanderia e pulizia per il settore dell’ospitalità, promuovendo al tempo stesso inclusione socio-professionale e sostenibilità ambientale. Il suo approccio all’economia circolare include l’utilizzo di energia 100% rinnovabile, materiali riciclabili e prodotti a basso impatto.

Ma la visita di studio a Palermo non è stata soltanto un percorso attraverso diverse organizzazioni. È stata un invito a ripensare il significato stesso di economia.

L’economia emersa a Palermo non riguardava soltanto mercati, transazioni o risultati finanziari. Era fatta di relazioni, fiducia, dignità e partecipazione. Non chiedeva solo che cosa viene prodotto, ma chi viene incluso, chi sta imparando, a chi viene data fiducia e che cosa resta nella comunità.

È qui che l’impresa sociale incontra l’apprendimento degli adulti. Gli adulti non imparano solo nelle aule, nei corsi o nei centri di formazione. Imparano nel lavoro, attraverso la responsabilità, la cooperazione e il senso di appartenenza. Imparano quando qualcuno dà loro fiducia. Imparano quando scoprono di avere competenze, un ruolo, una voce. Imparano quando smettono di essere visti soltanto come “beneficiari” e diventano membri attivi di una comunità.

Uno dei messaggi più forti della visita a Palermo è stato che l’inclusione non significa semplicemente aiutare le persone. Significa creare le condizioni perché le persone possano contribuire. E a volte ciò che chiamiamo “seconda opportunità” non è davvero una seconda opportunità. Per persone le cui vite sono state segnate da povertà, migrazione, detenzione, violenza, esclusione o mancanza di accesso all’istruzione e al lavoro, quell’opportunità può essere la prima vera occasione — non perché abbiano fallito prima, ma perché le condizioni per una prima opportunità non erano mai state realmente presenti.

In questo senso, l’impresa sociale non ripara soltanto storie individuali. Interroga i sistemi che hanno prodotto esclusione in primo luogo. Mostra che il lavoro può essere un percorso verso la dignità, che l’apprendimento può avvenire attraverso una partecipazione reale e che la fiducia può diventare una forma di infrastruttura — necessaria quanto gli edifici, i finanziamenti o i servizi.

Le organizzazioni visitate non hanno offerto modelli perfetti. Forse proprio questa è stata la loro forza. I partecipanti hanno incontrato pratiche vive: imprese e progetti di comunità capaci di trasformare bisogni sociali in lavoro, spazi difficili o abbandonati in luoghi condivisi, vulnerabilità in competenza.

Per EPALE, la visita ha aperto una domanda essenziale: come può una piattaforma europea sostenere questi processi? Come può rendere visibili le pratiche, mettere in connessione i professionisti, incoraggiare l’apprendimento tra pari, sostenere partenariati transnazionali e contribuire a trasformare esperienze locali in conoscenza europea condivisa?

La visita di studio a Palermo ha suggerito che la risposta si trovi proprio in ciò che questi incontri rendono possibile: tempo per osservare, tempo per ascoltare, tempo per confrontarsi e tempo per formulare insieme domande migliori.

Perché l’impresa sociale non è soltanto un tema da studiare. È un modo di immaginare un’altra economia: non fuori dal mercato, ma capace di dare al mercato una direzione sociale; non un welfare inteso come assistenza passiva, ma come partecipazione; non l’apprendimento come attività isolata, ma come parte del lavoro, della cittadinanza e della vita di comunità.

A Palermo, le colleghe e i colleghi di EPALE non hanno semplicemente visitato delle organizzazioni. Sono entrati in luoghi in cui la fiducia diventa produttiva, l’apprendimento diventa dignità e l’economia diventa uno strumento per costruire l’Europa di cui abbiamo ancora bisogno.

Grazie, EPALE, per rendere possibili esperienze come questa: spazi in cui possiamo imparare gli uni dagli altri, crescere insieme e rafforzare non solo le nostre competenze professionali, ma anche i nostri legami umani.

EN – Building Trust Together: A Study Visit on Social Enterprise, Learning and First Opportunities

di Daniela Ermini, Unità EPALE Italia
foto: Michele Squillantini
editing: Alessandra Ceccherelli, Comunicazione EPALE Italia

EPALE Study Visit Palermo 12-14 maggio 2026

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