Il Programma
Storie e buone pratiche
Gli scacchi dietro le sbarre: una sfida che va oltre il gioco
Il progetto Erasmus+ ICARUS è nato dall’incontro di Skill Up con il mondo degli scacchi, attraverso la collaborazione con UniChess – L’Università degli di scacchi. Skill Up e UniChess avevano l’obiettivo comune di insegnare competenze emotive e sociali ai detenuti, attraverso l’uso degli scacchi.
Le competenze emotive e sociali sono necessarie ai detenuti per rientrare nella società libera: dopo anni in un ambiente duro e ostile hanno bisogno di reintegrarsi, riscoprendo il potere delle emozioni positive. La prigione è un microcosmo di persone che non solo hanno commesso reati, ma che spesso sono anche vittime di dipendenze e abusi, e che spesso riproducono comportamenti dannosi sugli altri: le soft skills aiutano i detenuti a riconnettersi con le proprie emozioni positive e a ricostruire la capacità di relazione.
Gli scacchi possono avere un ruolo fondamentale, in quanto insegnano a comprendere il valore di ogni pezzo, a rispettare le regole, a non affrettare le mosse, a rispettare le capacità dell’avversario.
Ogni mossa conta: il metodo innovativo che allena emozioni e relazioni
L’idea di base era semplice: mettere insieme docenti specializzati in soft skills e giocatori di scacchi, che potessero imparare gli uni dagli altri e -insieme- lavorare per accrescere le competenze emotive dei detenuti.
La metodologia scelta è stata perfetta per raggiugere l’obiettivo: il metodo metacognitivo, molto adatto a lavorare con gli adulti e con persone che per vari motivi abbiano necessità di riattivare i propri processi cognitivi, si basa proprio sulla doppia presenza di esperienza pratica (giocare a scacchi) e riflessione successiva (debriefing, esercizi di autoriflessione). Un tipico esempio di riflessione metacognitiva è quella dello strumento di autovalutazione adottato, il Questionario di York-Barr, composto da una serie di domande che guidano verso la riflessione, in quattro fasi: Guardare indietro, Pensare in profondità, Conoscere meglio se stessi, Pianificare le fasi successive.
La fase di riflessione metacognitiva, molto innovativa soprattutto nell’ambiente carcerario, rappresenta l’elemento cardine del processo di apprendimento: un target isolato e privo di stimoli come quello dei detenuti non riesce -da una semplice partita a scacchi- a elaborare tutte le connessioni logiche che portano alla creazione di competenze.
Certo, anche solo giocare a scacchi è un’attività positiva che stimola la mente, ma nel progetto ICARUS volevamo realizzare di più: fornire ai detenuti competenze emotive e sociali essenziali, che li supportassero negli ambiti del Sé (comprendere se stessi e i propri comportamenti), degli Altri (avere relazioni positive con le persone) e del Mondo (reimparare valori e regole).
Un progetto europeo che ha superato ogni aspettativa
Il partenariato è stato formato partendo da conoscenze pregresse dei partner, creando dei team multi-competenze a livello nazionale: per ognuno dei Paesi partner è stato scelto un partner specializzato nella formazione sulle soft skills e un’organizzazione scacchistica. Unico vincolo richiesto: almeno uno dei partner a livello nazionale doveva avere già progetti in corso con un carcere, in quanto stabilire relazioni di fiducia con le direzioni carcerarie e ottenere accesso ai detenuti è un percorso lungo, non compatibile con i tempi di un progetto Erasmus. In totale, il progetto ha avuto 6 partner su 3 Paesi: Italia (Skill Up e UniChess), Spagna (INDEPCIE e Club Magic Extremadura), Lettonia (CEIR e Latvian Chess Federation). In Lettonia, il partner scacchistico è stato la prestigiosa Federazione Scacchi Lettone, che ha portato con sé lettere di sostegno da parte delle più grandi associazioni di scacchi a livello mondiale e dell’Amministrazione Carceraria nazionale.
La collaborazione europea è stata fondamentale: il fatto che si trattasse di un progetto europeo ha fatto sì che si creasse un’enorme attenzione, sia da parte del mondo dell’Educazione Degli Adulti sia del mondo degli scacchi.
Per il sistema EDA il progetto è stato un modo di avvicinarsi agli scacchi e di ottenere un toolkit completo che consente di usarli come strumento formativo anche senza essere scacchisti: il contributo di UniChess e del Club Magic è stato fondamentale, in quanto le due organizzazioni già avevano in piedi programmi basati sull’uso degli scacchi come metafora e come strumento di potenziamento cognitivo.
Per il mondo degli scacchi e grazie al loro profondo interesse per questo progetto, ICARUS ha avuto un impatto al di là di ogni aspettativa: sono stati formati 258 docenti EDA e scacchisti, 39 detenuti hanno partecipato alla sperimentazione in carcere, oltre 2.000 persone hanno partecipato ad eventi nazionali/internazionali in presenza in cui è stato presentato il progetto. Inoltre, i canali social di ICARUS hanno avuto più di 100.000 visualizzazioni, un video ha avuto oltre 40.000 visualizzazioni, la FIDE ha pubblicato un post sul progetto sulla propria pagina Facebook (oltre un milione di followers), la FIDE Social Commission ha partecipato all’evento finale a Riga. Proprio la trasversalità degli scacchi ha fatto sì che ICARUS rappresentasse un’esperienza interessante su più livelli e negli ambiti più diversi.
Le storie che raccontano il cambiamento
Il progetto risponde alla priorità Inclusione e Diversità in modo completo. Non solo ICARUS ha portato un toolkit innovativo a uno dei target di beneficiari finali (uomini in carcere) più trascurati nelle iniziative educative a tutti i livelli, ma la metodologia e gli strumenti implementati dal progetto possono essere utili per riattivare il sistema cognitivo, le emozioni e le competenze sociali di tutte le categorie con minori opportunità, incluse le persone con disabilità cognitiva leggera o moderata.
Uno dei casi più significativi è stato quello di un detenuto di 76 anni (in Italia), che inizialmente mostrava una profonda depressione e un forte isolamento sociale. In precedenza, aveva intrapreso scioperi della fame estremi, sollevando serie preoccupazioni. Gli scacchi hanno suscitato in lui una nuova motivazione alla vita e un grande entusiasmo per le lezioni. Vedendo la sua trasformazione, la direzione del carcere gli ha concesso un permesso speciale per partecipare a un torneo esterno in una città vicina, un’iniziativa di grande impatto sul suo processo di riabilitazione.
Un’altra storia commovente è quella di un detenuto italiano di 32 anni che ha deciso di imparare a giocare a scacchi dopo aver scoperto che suo figlio di 8 anni aveva iniziato a giocare a scuola. La sua motivazione a migliorare è profondamente personale: vuole essere in grado di giocare con suo figlio una volta rilasciato, e questo legame personale ha reso il suo impegno nel corso particolarmente coinvolgente.
Tra ostacoli e nuove strategie: le sfide affrontate lungo il percorso
Il grande risalto che il progetto ha avuto e continua ad avere nel mondo scacchistico, inoltre, ha portato ICARUS all’attenzione del progetto internazionale CHESS for Freedom, che ha chiesto di poter utilizzare il Toolkit di ICARUS per i 168 team (numero in crescita ogni anno) di scacchisti attivi a livello mondiale per portare gli scacchi nelle carceri.
Come in tutti i progetti, ci sono state criticità, che sono state superate grazie al supporto costante dell’Agenzia Nazionale italiana INDIRE.
All’inizio del progetto, il partner formativo lettone (una scuola professionale che svolgeva formazione in carcere) si è ritirato per un’improvvisa carenza di staff: Skill Up aveva un ottimo partner in Lettonia, CEIR, con eccellenti capacità ed esperienze, che è stato prontamente inserito in sostituzione della scuola originariamente prevista, senza causare ritardi all’implementazione delle attività. Non solo: Grazie al supporto del CEIR, 3 articoli scientifici (non previsti originariamente) sono stati scritti e pubblicati.
Il rapporto con le carceri, e quindi l’individuazione dei partecipanti, non è sempre stato semplice: il carcere è un ambiente per sua natura chiuso, e basta un cambio nella direzione per azzerare anni di collaborazione. Siamo comunque riusciti a portare a termine tutte le sperimentazioni previste dal progetto con grande successo, grazie alla solida relazione tra i partner e alcune carceri e grazie a un’attenta pianificazione: i risultati positivi ottenuti hanno portato a ulteriori aperture alla formazione presso le carceri coinvolte.
In generale, è stato necessario per i due tipi di partner (formatori EDA e scacchisti) imparare a comunicare e collaborare, visto che da un lato c’erano organizzazioni già esperte in ambito Erasmus, dall’altro organizzazioni totalmente neofite ma espertissime nel proprio ambito di competenza: i meeting e la formazione di gruppo in mobilità sono state occasioni importantissime per conoscersi, comprendersi e imparare a lavorare insieme.
Oltre ICARUS: un’eredità che continua a crescere
Il Toolkit ICARUS è disponibile sulla piattaforma del progetto e tutti gli strumenti possono essere scaricati liberamente al link https://www.projecticarus.eu/files/:
- un Toolkit per docenti di Soft Skills composto da 15 buone pratiche e 6 moduli formativi,
- un Toolkit per scacchisti composto da 15 buone pratiche e 9 moduli formativi,
- un Toolkit di 12 esercizi per i detenuti,
- uno strumento di autovalutazione,
- un Manuale di autosviluppo in due parti.
Tutti gli strumenti sono disponibili in inglese, italiano, spagnolo e lettone.
Scarica l’intero Toolkit
E dopo ICARUS? Il partner lettone CEIR sta implementando un progetto Nordplus sull’applicazione degli scacchi alla formazione, Skill Up ha presentato ICARUS il 18 maggio 2026 (quasi un anno dopo la fine del progetto) al Workshop “Chess for Freedom – Europe”, e tutti i partner stanno riflettendo su come portare un progetto così importante a un livello di più ampia scala.
Per tutti, il valore aggiunto a livello europeo è stato eccezionale: nessuno dei partner avrebbe potuto raggiungere quei risultati lavorando a livello nazionale; inoltre, si sono stabiliti rapporti umani solidi e duraturi, non solo in termini di collaborazione professionale, ma anche di sincera amicizia.
di Antonia Castellani, Skill Up srl
ICARUS – Including Chess As a Re-education Up-Skilling tool
Scheda progetto e ID: 2023-1-IT02-KA220-ADU-000152409
Paesi Partner: Italia, Lettonia, Spagna
Sito del progetto: www.projecticarus.eu
Foto tratte da alcune attività del partenariato:
KOM Roma febbraio 2024, LTTA e TPM Perugia maggio 2024, TPM Cordoba gennaio 2025
Evento finale Riga ottobre 2025
ICARUS – Video presentazione:
Bibliografia:
AA.VV.: “Impact of Chess Training on Prison Inmates: Piloting Experience in Selected European Countries”, Scientific e-Journal EDUCATION, INNOVATION, DIVERSITY (EID), 2025:1 (10) https://eid-journals.rtu.lv/eid/article/view/eid2025.1.8380/69
AA.VV.: “Chess as an Educational Tool for Social Inclusion and Employment”, Journal of Regional Economic and Social Development, 2024 Vol. 16 https://journals.rta.lv/index.php/JRESD/issue/view/222/793
AA.VV.: “Chess Play as a Means Of Improving Inclusiveness of Disadvantaged Groups”, Scientific e-Journal EDUCATION, INNOVATION, DIVERSITY (EID), 2024:1 (8) 134-142
Articoli su EPALE:
“ICARUS: the social value of chess”, A.Castellani
“ICARUS. Chess as a Lever for Reintegration”, J.C. Leon Fernandez
“ICARUS and 3R, an Erasmus+ crossover”, J.C. Leon Fernandez
“Empathy and Emotional Intelligence in Prison Education: The Transformative Role of Play”, G.Garaffo











