Educazione degli adulti
Trasformazione digitale

L’intelligenza artificiale per l’inclusione: in arrivo un corso online e un sondaggio per gli educatori degli adulti

18/06/2025

L’intelligenza artificiale è capace di colmare o al contrario di amplificare il divario di competenze?

E’ quello che EPALE, la piattaforma europea per l’educazione degli adulti, ha chiesto ai suoi esperti in preparazione di un corso online che verrà lanciato in autunno. E per comprendere meglio i bisogni formativi dei professionisti che si confrontano con i rischi di inclusione che il digitale porta con sé, ma anche con le sue molteplici opportunità per colmare il divario di competenze, propone un sondaggio aperto a tutti, sempre in preparazione del corso.

In un articolo pubblicato di recente in piattaforma si affronta il tema del rapporto tra intelligenza artificiale e inclusione proponendo una serie di spunti e di informazioni, anche dagli studi più recenti in materia. Ne anticipiamo qui di seguito alcuni estratti.

L’intelligenza artificiale non è più considerata un concetto futuristico, ma una parte integrante della vita moderna, capace di ridefinire le industrie, l’istruzione, le interazioni interpersonali. La crescita dell’automazione, implica un crescente bisogno di sviluppo delle competenze, in particolare per gli individui impiegati in occupazioni che richiedono basse qualifiche. Per molti adulti, specialmente quelli con competenze di base inferiori, affrontare il rapido ritmo del progresso può essere una sfida scoraggiante.

Il potenziale trasformativo dell’IA nell’apprendimento degli adulti offre opportunità senza precedenti per affrontare le esigenze specifiche dei discenti con basse competenze. Consentendo esperienze di apprendimento flessibili e personalizzate, l’IA può permettere agli individui di partecipare a offerte di formazione che si adattano alle loro esigenze. Tuttavia, senza un’attenta progettazione e implementazione, esiste il rischio che gli adulti con competenze limitate rimangano esclusi da questi processi.

Formare per costruire fiducia

Comprendere l’IA non significa solo acquisire una nuova competenza tecnica, ma costituisce una base importante per stimolare la fiducia e la partecipazione attiva nel mondo di oggi. Per gli adulti più anziani, o per coloro con scarse competenze digitali, imparare le basi di come funziona l’IA può fungere da stimolo per un ulteriore sviluppo.

In un articolo di ricerca intitolato “AI Literacy for an Ageing Workforce“, Chetty (2023) sottolinea come l’alfabetizzazione sull’IA possa demistificare gli algoritmi, costruire fiducia e ridurre l’ansia riguardo al cambiamento digitale. Questi percorsi funzionano meglio quando utilizzano un linguaggio chiaro, esempi pertinenti e attività pratiche. Che si tratti di comprendere come funzionano i sistemi di raccomandazione o di imparare a rilevare i bias negli algoritmi, ogni piccolo passo può contribuire a costruire una fiducia significativa.

Lavoro e IA

Secondo l’OECD Employment Outlook 2023, due datori di lavoro su cinque affermano che la mancanza di competenze pertinenti stia già ostacolando l’adozione dell’IA sul posto di lavoro. Sebbene il miglioramento e l’aggiornamento delle competenze sia una priorità comune, non tutti i discenti partono dallo stesso punto.

In molti settori, l’apprendimento nei contesti lavorativi è il primo punto di contatto per lo sviluppo delle competenze digitali negli adulti. L’IA può servire come uno strumento potente in questo contesto: sistemi di tutoraggio intelligenti, App di apprendimento adattivo e piattaforme di valutazione delle competenze vengono già utilizzati per personalizzare la formazione in base alle esigenze individuali.

L’IA, tuttavia, non è una soluzione valida per tutti. La Ricerca di Roumell & Jabarkhail(2023) ci ricorda che i lavoratori con basse competenze spesso necessitano di una guida chiara e di incoraggiamento per impegnarsi nell’apprendimento sul lavoro. Senza tempo, supporto da parte dei supervisori o senza una cultura dell’apprendimento, anche gli strumenti più avanzati possono rivelarsi inefficaci.

Diverse considerazioni pratiche possono essere affrontate per garantire che l’IA funga da strumento per l’inclusione nei contesti di apprendimento degli adulti. Queste non sono solo considerazioni tecniche, ma scelte sociali che modellano chi ha la possibilità di partecipare all’economia digitale:

  • Applicare principi di progettazione considerando le esigenze degli adulti con basse competenze.
  • Supportare modelli di apprendimento ibridi che combinano tecnologia e interazione umana.
  • Incoraggiare partnership con i datori di lavoro che incorporano l’apprendimento nel lavoro.
  • Ascoltare i discenti e coinvolgerli nella definizione di cosa e come imparano.

Leggi l’articolo completo su EPALE: Intelligenza artificiale per l’inclusione: un’opportunità per i discenti con scarse competenze

Sei interessato al corso online AI in Adult Learning? Rispondi al sondaggio!

Il sondaggio è rivolto a tutti coloro che sono potenzialmente interessati al corso online che EPALE lancerà in autunno, per meglio mettere a fuoco i bisogni formativi a cui il corso vuole rispondere.

Partecipa subito al sondaggio!

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