Già attivo in ESN Italia dove ha svolto il ruolo di Education Officer e Liaison Officer for Inclusive Mobility, Simone Lepore è stato eletto Presidente di ESN International nel 2025. La sede di lavoro è a Bruxelles, dove si trovano anche il Consiglio direttivo internazionale e la Segreteria dell’associazione.
Erasmus Student Network (ESN) è la più grande associazione studentesca d’Europa. Nata nel 1989, ha come obiettivo il supporto e lo sviluppo della mobilità internazionale. E’ presente in oltre 1000 Istituti di istruzione superiore in 40 paesi, può contare su 15.000 membri attivi, offrendo sostegno a più di 350.000 studenti.
Simone è impegnato in un percorso di studi in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. In qualità di Presidente, è responsabile del coordinamento generale dell’organizzazione, delle relazioni esterne, delle politiche e dell’advocacy. Le sue priorità includono la promozione dell’internazionalizzazione dell’istruzione superiore migliorandone l’accesso e l’impegno civico nelle esperienze internazionali.
Riportiamo l’intervista a Simone.
D: La proposta MFF della Commissione prevede un incremento dei fondi Erasmus a 41 miliardi di euro, con un aumento del 50% rispetto al periodo 2021-2027, qual è la posizione di ESN?
Accogliamo con favore il fatto che istruzione, gioventù e sport continuino a essere al centro della strategia a lungo termine dell’Unione e che Erasmus+ venga confermato come una delle sue iniziative di punta. Tuttavia, le proposte non raggiungono ancora il livello di ambizione e di risorse necessario per realizzare pienamente gli obiettivi del Programma.
Erasmus+ rappresenta infatti un pilastro dello Spazio Europeo dell’Istruzione, contribuendo allo sviluppo degli studenti, allo scambio interculturale e alla costruzione di un’identità europea condivisa. Nonostante la sua crescente popolarità, l’accesso alla mobilità rimane diseguale. Il bilancio proposto, pur apparendo significativo, non è sufficiente a raggiungere i target fissati dall’Unione né ad ampliare in modo sostanziale l’accessibilità. Tenendo conto dell’inflazione, dell’aumento dei partecipanti e dell’integrazione del Corpo Europeo di Solidarietà, l’incremento reale risulta infatti limitato.
Per questo ESN ribadisce l’appello, già sostenuto anche dai rapporti di Mario Draghi ed Enrico Letta, a un aumento ben più consistente del budget Erasmus+, che possa finalmente permettere al Programma di esprimere tutto il suo potenziale e garantire un accesso equo a un numero sempre maggiore di giovani in Europa.
D: Un programma Erasmus+ rafforzato costituirà la spina dorsale dell’Unione delle Competenze: attraverso i Survey annuali prodotti dal network che presiedi, l’importanza dell’acquisizione di competenze, anche trasversali, e la loro ricaduta in termini occupazionali è da sempre al centro della vostra attenzione, ci confermi?
Numerosi studi dimostrano da anni come le esperienze internazionali offerte dal programma Erasmus+ abbiano un impatto significativo sullo sviluppo delle competenze degli studenti e, nel lungo periodo, si traducano anche in migliori opportunità professionali e salariali. La mobilità studentesca è infatti riconosciuta come uno strumento fondamentale di crescita personale, oltre che di sviluppo economico e sociale.
La XV edizione dell’ESNsurvey, la più ampia ricerca condotta da studenti per monitorare l’impatto della mobilità internazionale, conferma questo ruolo: tra le competenze più sviluppate emergono quelle linguistiche e comunicative, insieme all’apertura mentale, alla capacità di adattamento, alla consapevolezza culturale e alla sensibilità interculturale. Si tratta di qualità che oggi rappresentano un valore aggiunto decisivo in un mercato del lavoro sempre più globale.
Parallelamente, il programma Erasmus+ e le nuove iniziative dell’Unione europea, come le Alleanze Universitarie e il Diploma europeo, stanno aprendo la strada a percorsi di apprendimento più flessibili e innovativi, favorendo l’incontro tra discipline ed esperienze diverse e sostenendo processi di apprendimento permanente e di riqualificazione professionale.
D: L’istruzione e i valori democratici sono il fulcro del Programma: con rispetto alle priorità, quali sono quelle più “sentite” dagli studenti e come si potrebbe aumentare il loro impatto sulla popolazione studentesca?
Tra le priorità del programma Erasmus+, quella dell’inclusione e della diversità è sicuramente tra le più sentite dagli studenti. Questo perché rappresenta un cambiamento concreto e visibile: grazie ai supporti aggiuntivi e a una maggiore diffusione di informazioni da parte delle università, molti giovani hanno potuto intraprendere percorsi di mobilità che in passato non consideravano accessibili o alla loro portata.
Sempre più studenti in mobilità pongono inoltre grande attenzione alla sostenibilità ambientale e allo sviluppo di abitudini di vita più responsabili. In questo ambito, organizzazioni studentesche come ESN e realtà simili sostengono iniziative locali che favoriscono il riuso, ad esempio mettendo a disposizione vestiti e oggetti per gli studenti internazionali in arrivo e in partenza. A livello europeo, ESN ha inoltre collaborato con Eurail alla creazione di un pass ferroviario dedicato agli studenti Erasmus: uno strumento che consente di raggiungere la propria destinazione di studio in modo sostenibile e al tempo stesso offre l’opportunità di scoprire altri paesi e città europee. L’Italia rientra tra i primi dieci Paesi per utilizzo di questo pass, gli studenti italiani percorrono in media quasi 2.800 km in treno, risparmiando circa 590 kg di CO₂ per pass rispetto all’aereo, l’equivalente della piantumazione di circa 59 alberi. A ciò si aggiunge il sostegno economico che, a partire dal 2025, sarà disponibile per tutti gli studenti italiani interessati a viaggiare in treno durante la loro esperienza Erasmus, rendendo questa scelta più accessibile anche dal punto di vista finanziario.
Nonostante i progressi compiuti, resta ancora molto da fare per dare piena attuazione alle priorità del Programma. In questo percorso, ESN intende continuare a svolgere un ruolo attivo, coinvolgendo non solo gli studenti in mobilità ma anche gli alumni, che diventano ambasciatori e attori chiave per rafforzare l’impatto del programma e sostenere le generazioni future.
D: Un italiano a Bruxelles: un commento su questo traguardo, cosa c’è nel tuo programma di lavoro, cosa vorresti portare da italiano in una comunità internazionale?
La mia elezione a Presidente della più grande organizzazione di alumni e ambasciatori del programma Erasmus+ rappresenta per me non solo un traguardo professionale, ma anche un importante successo personale, perché mi offre l’opportunità di contribuire direttamente alla missione che ESN porta avanti da 36 anni sostenendo la mobilità studentesca.
Tra gli obiettivi principali del mio mandato vi è quello di aumentare la consapevolezza sulle diverse opportunità offerte da Erasmus+ nell’ambito dell’istruzione superiore, che non devono limitarsi alle esperienze più tradizionali. È importante infatti valorizzare iniziative come i Blended Intensive Programmes, i titoli congiunti e la International Credit Mobility. Allo stesso tempo, intendo rafforzare il lavoro di sensibilizzazione sui diritti e doveri degli studenti Erasmus, affinché le esperienze siano sempre di qualità e i giovani abbiano punti di riferimento a cui riferirsi in caso di necessità o difficoltà.
In questo senso, credo che il mio contributo come Presidente italiano in una comunità internazionale sia quello di costruire ponti tra dimensione locale ed europea, rafforzando il legame che rende l’Europa uno spazio di opportunità condivise.
D: Sulla base della lunga esperienza di contatto con la comunità Erasmus+: cosa chiede questa comunità e cosa invece riconosce al Programma?
La comunità Erasmus+ riconosce l’enorme impatto sociale e personale di queste esperienze, così come gli sforzi compiuti negli anni per rendere la mobilità sempre più accessibile. Tuttavia, la strada è ancora lunga e richiede un riconoscimento e impegno politico a livello nazionale che valorizzi l’internazionalizzazione dell’istruzione superiore non solo come strumento di crescita economica, ma anche come leva di coesione sociale.
La comunità Erasmus+ chiede che, in un contesto segnato da conflitti, insicurezze e dal ritorno a una retorica incentrata sulla difesa, l’educazione sia considerata la vera difesa a lungo termine dell’Europa. Il dialogo interculturale e la comprensione reciproca non sono solo valori da preservare, ma rappresentano le fondamenta stesse di un’Europa pacifica, solidale e capace di affrontare unita le sfide del futuro.
Simone ha contribuito ai lavori della tavola rotonda Verso lo “European Degree” Sfide e potenzialità organizzata dall’Agenzia nazionale in occasione dell’Info Day sulla Call 2026 per l’istruzione superiore ospitato l’11 e 12 dicembre 2025 da Alma MAter Università di Bologna.
In quella sede ci ha rilasciato una riflessione sul diploma europeo che condividiamo a seguire:
Alessia Ricci
Ufficio comunicazione
Agenzia nazionale Erasmus+ INDIRE



