Alcune certezze come la grande passione per l’Europa, da un lato. Ma anche delle sfide aperte, come la capacità di saper promuovere l’impegno civico e il pensiero critico nei giovani, in un’epoca segnata dalle fake news, dall’altro. Sono questi due macro temi il risultato del dibattito in scena lo scorso 9 maggio in Piazza della Repubblica a Firenze, in occasione del Festival d’Europa 2025 organizzato dall’Agenzia nazionale Erasmus+ INDIRE (QUI il racconto dei tre giorni, con foto e video)
Il tema della tavola rotonda, moderata da chi scrive e che ha visto la presenza di numerosi ospiti, tra giovani e docenti (QUI il programma completo), chiamati a portare le loro buone pratiche da progetti finanziati nei settori Scuola, Educazione degli Adulti e Istruzione superiore, oltre ad alcune esperienze di cittadinanza europea, partiva da una specifica domanda, ovvero: qual’è il contributo dei progetti Erasmus+ alla promozione della cittadinanza e dei valori dell’Unione europea? Ma soprattutto, con anche spirito critico, cercava di capire dalle singole esperienze dei relatori come ogni progetto può dare un supporto per la diffusione dei valori europei, tema molto sentito dall’Agenzia Erasmus+ INDIRE, impegnata anche nel progetto di cooperazione transnazionale a lungo termine PEACE+. Sempre con lo scopo di favorire un dibattito costruttivo anche con il pubblico presente, è stato chiesto ai relatori se il programma Erasmus+ è oggi all’altezza di tali sfide.
Per il settore università, è prima intervenuta Elisa Villani, docente dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna, che ha portato la testimonianza del progetto di partenariato Soft Skills for Knowledge Transfer (vedi QUI l’intervista realizzata a margine dell’evento), raccontando come le competenze trasversali permettono di guardare all’Unione Europea e ai suoi valori, per collaborazioni più forti, allargate e sostenibili.
Spazio poi ad Andrea Bilotti dell’Università Roma Tre con il progetto FRIDAS di formazione accademica per il lavoro sociale (QUI tutti i dettagli).
Per il settore scuola, oltre alle testimonianze di Rosa Basirico, docente del Liceo classico linguistico A. Muratori di Modena e di alcuni studenti che hanno dimostrato grande consapevolezza e preparazione sull’Europa e i suoi valori, l’incontro ha visto la presenza del Centro Europe Direct di Modena con Elisabetta Olivastri.
Andrea Ciantar, dell’Associazione Storie di Mondi Possibili, ha fatto riflettere sul fatto che nei partecipanti ai progetti Erasmus+ nel settore dell’apprendimento degli adulti ci sia grande passione ed entusiasmo per l’Europa, ma allo stesso tempo come a volte si percepisca in generale un’enorme distanza tra persone e istituzioni europee, anche perché in molti non le conoscono, chiedendo poi al pubblico un punto di vista su come si potrebbe colmare tale divario. Claire Marie O’Neill, referente Erasmus+ CPIA La Spezia, Selene Bertolini, docente dello stesso Centro provinciale per l’istruzione degli adulti e Natalia Noemí Fronchkowsky, studentessa della sede di Sarzana, hanno invece parlato dell’esperienza di mobilità degli studenti adulti nelle istituzioni europee grazie anche al consorzio ELAN (Qui il perché della nascita di ELAN).
Sull’esperienza maturata grazie all’iniziativa Jean Monnet, azione centralizzata dalla Commissione europea che invita scuole e istituti di formazione professionale a inserire l’insegnamento in classe questioni specifiche dell’Unione europea come valori, storia, funzionamento delle istituzioni, hanno invece parlato Elisa Viviani del Liceo statale Angela Veronese di Montebelluna (Treviso) e Maria Rosaria Troiani dell’IIS Vittorio Emanuele II – Ruffini di Genova. Se quest’ultima ha posto l’accento su come muoversi anche sul piano della comunicazione per raccontare in maniera corretta l’Europa ai giovani, la professoressa Viviani ha invece raccontato di come i ragazzi, grazie al progetto EU & YOU, hanno vissuto l’esperienza nel cuore delle istituzioni europee e di come siano stati preparati anche con simulazioni del funzionamento del Consiglio dell’Unione europea. Viviani ha poi fatto presente come il loro progetto, in un tempo segnato da disinformazione, confusione e sfiducia, specialmente tra i giovani, possa aiutare i ragazzi, promuovendo il senso civico e lo sviluppo di un pensiero critico.
L’incontro si è concluso con il racconto dei due giovani musicisti dell’Erasmus Orchestra Fausto Carpentieri (sax) del conservatorio L. Refice di Frosinone e Alyssia Cappotto (viola) del conservatorio G. Martucci di Salerno, che hanno posto l’accento sul loro ruolo di Ambasciatori Erasmus+ e dell’importanza di diffondere i valori europei attraverso un linguaggio universale come la musica.
Matteo Minà, giornalista, Agenzia nazionale Erasmus+ INDIRE
Foto: Michele Squillantini













