Il Programma
Storie e buone pratiche
La strada che unisce. Tra Abruzzo e Slovenia su due ruote
Un’avventura che ha unito persone, territori e sogni di un’Europa più sostenibile
Durante la Settimana Europea della Mobilità 2025, un gruppo di 10 appassionati di ciclismo che hanno partecipato al progetto formativo Cicloteca presso il Centro Culturale “Aldo Moro” di San Salvo (CH), ha intrapreso un viaggio speciale: una mobilità green in Slovenia, ospiti del Centro Regionale di Sviluppo di Capodistria (Regionalni razvojni center Koper).
La “Cicloteca”: una biblioteca di biciclette
Cicloteca è un progetto di inclusione sociale e promozione culturale sostenuto da Akon Service, Coordinatore del Consorzio di Accreditamento Erasmus+. L’idea, partita da un gruppo di cittadini, è semplice: rendere la bicicletta accessibile a tutti, come un libro in prestito in una biblioteca. Un modo per promuovere la mobilità sostenibile, abbattere barriere economiche e sociali, e incoraggiare stili di vita più responsabili e partecipati. La Cicloteca è anche una comunità: persone che pedalano insieme verso un obiettivo comune — costruire città più verdi, più giuste e più europee.
Un viaggio europeo su due ruote
Il gruppo di ciclisti, partiti da San Salvo con le biciclette caricate sui treni, hanno attraversato l’Italia fino a Trieste, proseguendo in traghetto verso Muggia e poi in sella fino a Koper. Un viaggio intermodale e a basso impatto ambientale, simbolo concreto di come la mobilità sostenibile possa diventare esperienza educativa e comunitaria.
Incontro e scambio a Capodistria
A Capodistria, il gruppo ha incontrato il team del Centro di Sviluppo Regionale, confrontandosi sulle strategie per incentivare la mobilità verde e migliorare l’accessibilità dei percorsi ciclabili. Le giornate sono state arricchite da scambi di buone pratiche, riflessioni comuni e attività sul campo, dove teoria e pratica si sono intrecciate in modo naturale. Il confronto ha rafforzato in tutti la consapevolezza che la sostenibilità è una responsabilità condivisa, da coltivare attraverso collaborazione, educazione e impegno civico.
Sulla Parenzana: la via verde dell’Europa
Il momento più significativo è stato pedalare lungo la Parenzana, l’antica ferrovia che oggi collega Italia, Slovenia e Croazia come pista ciclabile internazionale. Lungo quei chilometri immersi tra mare, colline e tunnel storici, i partecipanti hanno sperimentato in modo tangibile cosa significhi sentirsi parte di un’Europa viva e solidale: hanno scambiato idee con altri ciclisti incontrati lungo la Parenzana, imparato parole in sloveno durante le soste nei piccoli borghi e condiviso con il gruppo locale di Capodistria la stessa visione di una mobilità più verde e inclusiva.
Come ha raccontato Marco: “Non parlavamo tutti la stessa lingua, ma bastava un sorriso o un cenno per capirci. Pedalare insieme ci ha fatto sentire un pò più cittadini europei e non più solamente italiani in viaggio.”
Valentina, un’altra partecipante, ha aggiunto: “Vedere come in Slovenia la bici è parte della vita quotidiana ci ha fatto pensare a quanto possiamo fare anche nelle nostre città per migliorare le abitudini di tutti.”
Ogni salita e ogni pausa sono diventate simboli di solidarietà e scoperta reciproca. Come raccontano i protagonisti nel loro diario di bordo:
“Abbiamo imparato che in cima alla salita ci sono panorami mozzafiato, ma che se la fatica è condivisa, la vista diventa magnifica; che ognuno può arrivare dovunque, ma che sostenerci a vicenda ci rende fortissimi; che le gambe servono, ma i sorrisi di più.”
Una lezione di cittadinanza europea
Questa esperienza ha mostrato che la sostenibilità non è solo una scelta ambientale, ma un modo di vivere l’Europa: con curiosità, rispetto e spirito di collaborazione. Ogni pedalata è diventata un piccolo passo verso un futuro più consapevole, dove la strada che unisce è quella del dialogo e della partecipazione.
Visita la pagina Instagram Cicloteca San Salvo
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La strada che unisce: tra Abruzzo e Slovenia su due ruote
di Cristina Ranalli, Akon Service
editing Alessandra Ceccherelli, Ufficio Comunicazione Erasmus+ INDIRE









