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La foresta è vita: l’intervento di UNiFI per la sostenibilità ambientale, al Festiva d’Europa il 9 maggio

Il 9 maggio, le tre istituzioni promotrici del Festival d’Europa 2025 hanno voluto celebrare la Giornata dell’Europa insieme, con un evento sull’Arengario di Palazzo Vecchio dove sono stati condivisi vari contributi sul futuro dell’Europa. 
Tra questi, c’è stato quello della ricercatrice e project manager del progetto Forest4EU, Francesca Giannetti, Università degli studi di Firenze.

Ne riportiamo a seguire un estratto e lasciamo il testo completo fruibile in calce. Nel suo intervento, la dr.ssa Giannetti condivide la crucialità delle foreste nella delicatissima partita della crisi climatica e ecologica che il nostro pianeta e la vita che lo abita stanno affrontando. E’ un tema, quello della sostenibilità ambientale, prioritario anche per il programma Erasmus+ e che, come sempre ribadito, si richiama e implica anche le altre priorità: dobbiamo infatti attivarci per affrontare il cambiamento climatico, dobbiamo affrontarlo con un approccio inclusivo che non lasci dietro nessuno e dobbiamo ricorrere alla trasformazione digitale per risolverlo prima e meglio.

Per questo volentieri invitiamo alla lettura di riflessioni che possono entrare nella vita di tutte e tutti noi.

Viviamo in un’epoca in cui il cambiamento climatico è una realtà che modifica profondamente non solo gli ecosistemi, i nostri paesaggi ma modifica profondamente le nostre vite. Non si tratta soltanto di un problema ambientale. È anche una questione sociale, politica e culturale.

Di fronte a questo scenario, la responsabilità non può essere un valore generico, astratto. Deve trasformarsi in azione condivisa, visione a lungo termine, e soprattutto in nuovi modelli di sviluppo……

Le foreste coprono il 31% della superficie terrestre, il 47% del territorio europeo, il 37% del territorio italiano e pensate un po’ il 50% della Nostra Regione la Toscana che in quanto a numero di ettari è la regione più forestata d’Italia. Sarà per questo che il primo corso universitario in scienze forestali e la ricerca in questo campo in Italia è nata presso la nostra università degli studi di Firenze?

Le foreste sono indicatori sensibili del cambiamento climatico: risentono dell’aumento delle temperature, della siccità, delle tempeste improvvise, degli incendi. Ma sono anche alleate fondamentali per mitigare gli impatti. Assorbono CO₂, regolano l’acqua, custodiscono biodiversità.

Gestire responsabilmente le foreste significa anche garantire l’uso durevole e circolare di questa risorsa, nel rispetto dei tempi della natura e degli equilibri ecosistemici…..

Quando parliamo di territori resilienti, parliamo anche di foreste e comunità capaci di adattarsi. Ma la resilienza non è un dato di natura: si costruisce attraverso la conoscenza, la pianificazione, l’ascolto del territorio. E questo significa responsabilità nella gestione e nella governance.

Per questo capire lo stato di salute delle foreste non è solo importante: è fondamentale per comprendere la salute dell’intero sistema territoriale ed ecologico in cui viviamo. Le foreste ci parlano, ci avvertono. E monitorarle con precisione significa leggere i segnali del cambiamento, per agire in tempo e con responsabilità.

Nel mio lavoro utilizzo strumenti di telerilevamento di ultima generazione, come i satelliti, droni, cani robot equipaggiati con sensori multispettrali e LiDAR che ci permettono anche di acquisire gemelli digitali 3D perfetti del territorio che scansioniamo. Questi dati ad altissima risoluzione ci permettono di monitorare con precisione la struttura dei nostri ecosistemi e la vitalità della vegetazione, quanta anidride carbonica stoccano. Questi dati elaborati opportunamente con algoritmi, ci consentono ad esempio di mettere in piedi strumenti di monitoraggio che possono rilevare precocemente fenomeni di stress idrico, attacchi parassitari o cambiamenti anche su vaste aree. Ma le foreste non sono solo ecosistemi da proteggere: sono anche infrastrutture verdi essenziali per la sicurezza e la resilienza dei territori……

Per questo motivo credo sia fondamentale coniugare responsabilità ambientale e responsabilità sociale……In questo senso si inserisce la mia partecipazione a progetti europei come SMURF, FOREST4EU, SUPERB, Opt-FOR EU che mirano a rafforzare il trasferimento dell’innovazione nel settore forestale, promuovendo strumenti, pratiche e politiche condivise tra i diversi Paesi europei……la buona notizia è che l’Europa, oggi, riconosce questo ruolo centrale delle foreste, ai territori rurali, ma anche alle città. Nel Green Deal europeo, nella Strategia per la biodiversità, nella Strategia forestale europea 2030, nella Strategia per il Suolo, e la nascente strategia per la bioeconomia troviamo una visione chiara: la transizione ecologica passa anche attraverso il rafforzamento dei sistemi naturali, dall’agricoltura, dalla selvicoltura, dai territori marginali le aree interne e soprattutto delle comunità…..Una parte bella dell’essere ricercatore in un contesto europeo è quello di trovarsi nella stessa stanza a discutere con 1 spagnolo, 1 francese, 1 fillandese, 1 lettone, 1 sloveno, 1 croato … no non è una barzelletta nessuno si deve buttare giù dall’aero… Ma il contesto europeo, porta a costruire conoscenza condivisa anche tra regioni/paesi diversi che appaiono lontani ma che condividono gli stessi bisogni. Per questo per la condivisione nei miei progetti cerco di lavorare con dati aperti, strumenti trasparenti, percorsi di formazione che siano accessibili e utili a chi vive e lavora nei territori. Le comunità non sono beneficiari passivi del cambiamento, ma protagonisti attivi…..se lavoriamo insieme, con coraggio e visione, possiamo costruire territori più resilienti, più giusti, più vivi.

Per approfondire:

Alessia Ricci
Ufficio counicazione – green contact point
Agenzia nazionale Erasmus+ Indire