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Erasmus+ in Portogallo: l’esperienza di Chiara tra studio, pratica e crescita personale
Chiara Laudani, 21 anni, studentessa di Scienze e Tecnologie Alimentari all’Università di Catania, ha scelto il Portogallo come meta per la sua prima esperienza di mobilità Erasmus+. Oggi si trova a Viseu, un centro del Portogallo centrale. La sua testimonianza offre uno sguardo concreto e molto utile su cosa significhi partecipare al Programma Erasmus+, non solo dal punto di vista accademico, ma anche organizzativo e personale.
Come prepararsi alla partenza: leggere il bando e informarsi
Secondo Chiara, il primo passo fondamentale è leggere attentamente il bando Erasmus non appena viene pubblicato, verificando con precisione i requisiti di ammissione, i requisiti linguistici e le sedi disponibili per il proprio corso di studi. È altrettanto importante confrontare l’offerta didattica delle Università partner e, quando possibile, parlare con studenti Erasmus rientrati e con il docente referente Erasmus del corso.
Scelta delle sedi e graduatorie
In fase di candidatura è possibile indicare più sedi Erasmus, ordinandole per preferenza. Le sedi devono essere compatibili con il proprio corso di studi e l’assegnazione avviene in base alla graduatoria. L’ordine di preferenza, spiega Chiara, è determinante.
Dopo l’invio della domanda occorre monitorare costantemente il sito dell’università e la propria email. La graduatoria provvisoria non assegna la sede in modo definitivo ed è utile per eventuali rinunce o scorrimenti; la graduatoria definitiva, invece, assegna ufficialmente la sede Erasmus e dà avvio alla fase operativa della mobilità.
Il Learning Agreement: il cuore dell’Erasmus+
Si tratta del documento centrale del Programma Erasmus+, perché stabilisce quali esami verranno seguiti all’estero e quali saranno riconosciuti al rientro e si articola in:
- Before the mobility, con gli esami da sostenere all’estero e le relative corrispondenze italiane;
- During the mobility, che consente eventuali modifiche;
- After the mobility, che conferma gli esami effettivamente svolti.
Il Learning Agreement è firmato dallo studente, dall’università di origine e dall’università ospitante. Al suo interno è previsto anche l’accordo finanziario, che indica l’importo della borsa Erasmus, la durata della mobilità, le modalità di pagamento (una prima parte prima della partenza e il saldo al rientro) e gli obblighi dello studente.
I documenti all’arrivo e al rientro
Una volta ricevuta la lettera di accettazione dall’università ospitante e arrivati all’estero, è necessario gestire tre documenti fondamentali:
- il Certificate of Arrival, che certifica la data di inizio della mobilità;
- il Learning Agreement;
- il Certificate of Departure, che certifica la data di fine mobilità.
Questi documenti sono indispensabili sia per il riconoscimento degli esami sia per il pagamento finale della borsa Erasmus.
Studiare in Portogallo: organizzazione, pratica e accoglienza
Il primo impatto di Chiara con l’Università portoghese è stato molto positivo. L’Ateneo è organizzato, gli uffici internazionali sono efficienti e viene offerto un orientamento iniziale per gli studenti Erasmus, che si sentono subito accolti e accompagnati.
Le lezioni sono spesso concentrate in blocchi e lasciano molto spazio a lavori di gruppo e presentazioni. La valutazione è continua, con meno esami finali rispetto all’Italia e una forte attenzione alla pratica e alle attività di laboratorio.
I corsi sono in lingua inglese: il portoghese non è obbligatorio, ma aiuta nella vita quotidiana. Inoltre, sono spesso disponibili corsi di lingua gratuiti per gli studenti Erasmus.
Vita pratica e alloggio
Per quanto riguarda l’alloggio, Chiara spiega che le soluzioni più comuni sono stanze in appartamenti condivisi, trovate tramite gruppi Facebook o piattaforme online. I costi variano in base alla città, ma in generale risultano più bassi rispetto ad altre mete europee, anche se l’affitto rimane la principale voce di spesa.
Un consiglio finale a chi vuole partire
Il consiglio conclusivo di Chiara è chiaro e diretto: “Non aspettare di sentirsi pronti”, perché l’Erasmus non è solo studio, ma anche autonomia, adattamento e crescita personale. Partire, anche con qualche dubbio, significa vivere un’esperienza che lascia un segno duraturo.
La sua testimonianza conferma il valore del Programma Erasmus+ come opportunità unica di formazione accademica, arricchimento personale e apertura verso l’Europa.
Ascolta l’intervista a Chiara, realizzata nel corso del programma Generazioni Mobili su Radio24, all’interno della puntata è intervenuta anche Claudia Peritore, Capo Unità Settore Istruzione Superiore Agenzia Nazionale Erasmus+ INDIRE.



