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Appunti dal Forum della Trasformazione Digitale, per un Erasmus più digital

09/06/2025

Dal 3 al 5 giugno si è svolto a Bruxelles un incontro europeo dedicato alla priorità Trasformazione Digitale nei programmi Erasmus+ e European Solidarity Corp, che ha previsto due momenti distinti: il Forum Trasformazione Digitale e l’incontro di coordinamento dei Digital Contact Point presenti nelle Agenzie nazionali.

A tre anni dall’avvio operativo delle attività del Centro risorse SALTO Digital l’appuntamento di Bruxelles ha avuto l’obiettivo di offrire una ricognizione sul contesto europeo delle azioni per l’educazione digitale e fare il punto sull’attuazione di strategie e piani di azione a livello nazionale.

Questo grazie alla rete dei Digital Contact Point Erasmus e ESC che sono stati nominati in ogni Agenzia nazionale, analogamente a quanto accaduto per le altre 3 tematiche orizzontali del Programma (Inclusione e Diversità, Partecipazione democratica e Sostenibilità Ambientale) come figura di raccordo tra Agenzia e Commissione e nelle rispettive Agenzie e beneficiari, per contribuire all’implementazione della priorità Trasformazione Digitale in Erasmus+.

L’appuntamento è stato organizzato dall’Unità SALTO Digital che coordina la rete dei Digital Contact Points, alimenta e gestisce il Centro risorse e le attività di collaborazione europee per questa priorità tematica e che fa parte dell’Agenzia nazionale finlandese per l’educazione.

Il 3 giugno si è svolto il secondo Forum Trasformazione Digitale nel corso del quale sono state presentati i risultati di due ricerche recenti, una sull’impatto del Digitale in Erasmus e l’altra sulle caratteristiche dei progetti che hanno scelto di affrontare la tematica come prioritaria.

La prima ricerca, condotta nell’ambito dello studio Erasmus+ LTA sull’ecosistema dello sviluppo delle competenze digitali, coordinato dall’Agenzia polacca #FRSE, ha interessato sette Paesi (Polonia, Slovenia, Belgio FL, Italia, Romania, Paesi Bassi e Turchia) e quattro settori educativi (Scuola, VET, Istruzione superiore e Educazione degli adulti), offrendo una panoramica completa di come Erasmus+ supporti la trasformazione digitale in tutta Europa.

I risultati presentati da Karol Sobestjański, coordinatore del team di ricerca, evidenziano il ruolo in evoluzione di Erasmus+ come elemento di svolta, supporto e catalizzatore nella promozione della trasformazione digitale a livello europeo, nazionale, organizzativo e individuale.

Tra i punti chiave:

📃 Il 62% delle organizzazioni beneficiarie di Erasmus+ ha un programma di trasformazione digitale.

🙋 Erasmus+ ha un impatto significativo sugli atteggiamenti del personale e sullo sviluppo delle competenze digitali.

🤝 L’apprendimento tra pari e le partnership solide sono fattori essenziali per il successo.

🚧 I principali ostacoli non sono gli strumenti o le infrastrutture, ma i fattori umani e la necessità di un supporto personalizzato.

La ricerca è disponibile sul sito dell’Agenzia Erasmus+ polacca:

>> Consulta lo studioErasmus+ and digitalisation. Report on the study of beneficiaries

Il secondo studio presentato da Sari Rannanpää ricercatrice di 4Front ha preso in esame 393 progetti Erasmus KA2 e KA3 da tutti i settori  selezionati attraverso la piattaforma dei progetti tra le “buone pratiche” delle annualità 2021 e 2022 (per i progetti KA2) e 2018-2020 per i KA3.

Aspetti digitali nei progetti Erasmus+ e buone pratiche

Lo studio ha rilevato che i progetti nell’ambito dell’istruzione professionale e delle materie STEM si sono concentrati maggiormente sulla digitalizzazione, mentre nell’ambito dell’istruzione scolastica tradizionale è stata enfatizzata l’innovazione pedagogica rispetto alla trasformazione digitale, ad esempio adottando approcci “In qualsiasi momento, in qualsiasi luogo e tramite qualsiasi dispositivo”.

I progetti di maggior successo hanno considerato la digitalizzazione come una competenza fondamentale da applicare e integrare in molteplici ambiti e hanno previsto un utilizzo a lungo termine di strumenti e risorse digitali (ad esempio, libero accesso ai materiali di progetto, integrazione dei materiali in nuovi progetti, manutenzione degli strumenti online).

Un altro aspetto comune delle buone pratiche è l’aver combinato l’adozione tecnologica con lo sviluppo sistemico delle capacità, integrando aspetti diversi come la pedagogia digitale, lo sviluppo delle competenze e le infrastrutture.

Queste le buone pratiche di Trasformazione Digitale individuate dalla ricerca:

ARELL: AR Enhanced Life and Learning (Progetto VET) approccio di apprendimento pratico ed esperienziale per aiutare gli educatori a integrare lezioni basate sulla realtà aumentata, giochi digitali e strumenti interattivi nell’istruzione professionale.

FodiGret – Fostering Digital and Green Transformation in SMEs ha utilizzato una metodologia di apprendimento misto, combinando la formazione accademica tradizionale con casi di studio video interattivi, risorse educative aperte (OER) gamificate e check-up SME per convalidare i contenuti educativi.

@Academy- Digital Wellbeing for adult education ha implementato un test diagnostico per valutare le competenze digitali degli educatori, seguito dallo sviluppo di un programma di formazione multilingue, sessioni di formazione pilota e iniziative di sensibilizzazione come i podcast.

Digital Community Radio for Youth Inclusion and Diversity La radio comunitaria digitale si è basata su workshop di sviluppo delle capacità e apprendimento esperienziale; utilizzando la radio comunitaria e gli smartphone per formare le organizzazioni giovanili.  

STEM for Future ha fornito un’educazione STEM pratica attraverso campi estivi, formazione degli insegnanti e sviluppo di risorse digitali ad accesso aperto.

STAND – SupporTing continued Access to educatioN enhancing schools’ Digital readiness  ha adottato un approccio di progettazione condivisa, coinvolgendo insegnanti, studenti e genitori nello sviluppo di un M00C, di una guida metodologica e di un manuale sulla protezione e sicurezza dei dati, integrati da reti di tutoraggio tra pari e workshop.

Nel corso della tavola rotonda di esperti che ha proposto una riflessione su “Trasformazione digitale orientata al futuro e competenze digitali”. Tra i temi più urgenti da affrontare il divario digitale è stato individuato e discusso per garantire equità nelle opportunità di vita e nell’accesso ai servizi.

Riportando in primo piano l’innalzamento delle competenze di base tra i suoi elementi chiave con uno specifico piano di azione sulle competenze di base, la nuova iniziativa Union of Skills rappresenta, secondo Francesca Maltauro vice-Capo Unità Digital alla Commissione, una risposta valida per uno sviluppo paritario. E tra le competenze di base sono annoverate, vale la pena ricordarlo, le competenze digitali.

Le carenze di competenze digitali riguardano gli adulti ma anche i più giovani, e incidono sullo sviluppo delle competenze STEM e in generale sulle performance accademiche, che sono messe a rischio dall’emergente distrazione causata dai social media.

L’Unità Digital della Commissione sta lavorando alla revisione del Digital Education Action Plan attraverso il consolidamento delle due priorità già presenti e l’inserimento di una terza, inevitabile, priorità: l’intelligenza artificiale che insieme a disinformazione, dipendenza dai social media e benessere digitale andranno a completare il nuovo Piano di Azione per l’Educazione Digitale per il 2027.

Tra gli esperti invitati alla tavola rotonda anche Michela Volpi Digital Contact point all’Agenzia Erasmus+ INAPP che ha sottolineato la necessità sempre più importante, sul fronte delle competenze digitali per il mondo del lavoro, di non lasciare indietro nessuno, quindi la centralità di una visione inclusiva che si occupi delle competenze e delle abilità per tutti, a tutti i livelli e nelle diverse fasi della vita.

Béatrice Minh, Co-coordinatrice Erasmus+ al Bureau International Jeunesse di Bruxelles, ha infine sottolineato che è importante non parlare solo di skills, ma di tutto quello che c’è dietro, ovvero la costruzione di competenze in generale, nella loro accezione più ampia: conoscenza, attitudine, abilità di mettere in pratica

Il Digitale in Erasmus: sinergie tra paesi verso un obiettivo comune

La sfida più importante che Erasmus+ è chiamato ad affrontare è fornire a scuole, università e organizzazioni formative la possibilità di innovare gli approcci pedagogici integrando in modo sempre più efficace e significativo le soluzioni, i contenuti e gli approcci digitali.

Per farlo ci sono i progetti che sono un’occasione unica di sperimentazione per l’innovazione e di accrescimento di competenze. Ma ci sono anche le azioni lungo termine che le Agenzie sono chiamate a realizzare, le cosiddette LTA – Long Term Activities, che spesso propongono studi e ricerche che aiutano a conoscere meglio risultati e impatto dei progetti in determinati ambiti; e gli eventi internazionali congiunti le TCA – Transnational Cooperation Activities che sempre più sono occasioni per la formazione sulla progettazione a tema e per realizzare nuove partnership.

E ovviamente c’è il prezioso supporto del Centro risorse SALTO Digital, un punto di raccolta di materiali e pubblicazioni costantemente aggiornati, e un equipe che si avvale della consulenza di esperti, pronta anche a fornire formazione e supporto mirato alle esigenze formative individuate dai vari attori coinvolti.

I materiali principali sono anche tradotti e raccolti nella nostra sezione tematica:

>> Visita la sezione Trasformazione Digitale su questo sito

La rete dei Digital Contact Point al lavoro: confronto, condivisione, ispirazione

Il pomeriggio del 3 giugno e le giornate del 4 e 5 giugno sono state impiegate per i lavori di gruppo rivolti agli oltre 50 Digital Contact Point delle diverse agenzie nazionali presenti, chiamati a confrontarsi sul proprio ruolo e sulle attività in atto nei vari paesi per:

  • Collegare gli obiettivi europei a quelli nazionali
  • Aumentare la consapevolezza sia nei beneficiari che tra lo staff delle Agenzie
  • Fornire supporto
  • Sviluppare le proprie competenze sia come persone singole che come rete
  • Monitorare e verificare i progressi fatti
  • Imparare dai progetti a mettere a fuoco la competenza digitale.

In ogni paese il ruolo specifico del Digital Contact Point è stato declinato in base alle caratteristiche dell’Agenzia e alle attività e priorità in cui è impegnata, oltre che alle priorità poste dalle politiche educative nazionali.

Per tutti resta valido l’impegno a facilitare la condivisione di informazioni, la costruzione di definizioni comuni per accrescere la consapevolezza sul Digitale in Erasmus e il monitoraggio delle esperienze progettuali per conoscere lo stato di avanzamento della priorità nei progetti del proprio Paese, ferma restando però la possibilità tecnica attualmente fornita dai diversi sistemi forniti dalla Commissione di svolgere ricerche sulla base dei filtri e criteri utili.

Alessandra Ceccherelli
Digital Contact Point Agenzia Erasmus+ INDIRE