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Trasformazione digitale

Il nuovo DigComp 3.0 apre all’intelligenza artificiale e al benessere digitale

03/02/2026

Da poche settimane è uscito il nuovo European Digital Competence Framework 3.0, il quadro di riferimento europeo per la competenza digitale dei cittadini, giunto al suo quinto aggiornamento e realizzato dal Joint Reseach Centre (JRC) della Commissione europea in collaborazione con la Direzione generale per l’occupazione, gli affari sociali e l’inclusione (DG EMPL).

DigComp 3.0 tiene conto delle tendenze tecnologiche digitali recenti ed emergenti, con un focus inevitabile sull’Intelligenza Artificiale, e delle loro implicazioni per la competenza digitale, mantenendo al contempo la struttura del quadro generale e la neutralità tecnologica, ovvero l’indipendenza dalle scelte tecnologiche adottate per ottenere un determinato risultato, pensato com’è per essere adattato a diversi contesti educativi, formativi e professionali.

È rivolto a individui e organizzazioni — a tutti i livelli territoriali — che intendono identificare i bisogni di competenza digitale e sostenerne lo sviluppo. Supporta le politiche europee sulle competenze digitali e le iniziative legate alla trasformazione tecnologica e ai suoi impatti sociali ed economici.

Questa versione di DigComp, frutto del lavoro di 3 anni dalla precedente, sottolinea il ruolo fondamentale delle competenze digitali per tutti i cittadini europei, al fine di garantire la partecipazione alla società, l’apprendimento, il lavoro e l’inclusione sociale. Nel 2023 solo il 56% della popolazione UE possedeva competenze digitali di base, quindi molto al di sotto dell’80% obiettivo fissato per il 2030. Tra gli studenti delle scuole secondarie dello stesso anno, il 43% non possedeva competenze digitali di base, a fronte del fatto che oltre nove lavoratori su dieci (92%) nell’UE hanno utilizzato le tecnologie digitali nel loro lavoro nel 2024-2025 e il 30% dei lavoratori dell’UE ha utilizzato sistemi di AI sul posto di lavoro nello stesso anno. Nel 2024, il 42% dei lavoratori dell’UE ha segnalato una mancanza di competenze in materia di AI, ma solo il 15% aveva partecipato a corsi di formazione sulle competenze in materia di AI. Queste percentuali raccontano quanto sia cruciale per i decisori politici, gli educatori e i datori di lavoro affrontare le grandi lacune nelle competenze digitali di lavoratori, studenti e cittadini e sostenerne lo sviluppo.

Cosa significa competenza digitale?

Come nelle precedenti edizioni, anche questo nuovo Digital Competence framework ha l’obiettivo principale di contribuire alla definizione comune della competenza digitale per tutti i cittadini europei, considerando la competenza come l’unione di abilità, conoscenze e attitudini.

Per essere digitalmente competenti e operativi nel mondo di oggi il DigComp fornisce, dalla sua prima pubblicazione nel 2013 e nei successivi aggiornamenti pubblicati nel 2016, 2017 e 2022, una definizione chiara delle conoscenze, delle abilità e degli atteggiamenti necessari, suddivisi in 5 aree della competenza e 21 competenze specifiche. La solidità scientifica e l’adattabilità di questa struttura ne hanno favorito l’adozione diffusa in iniziative occupazionali, educative e formative a livello internazionale, europeo, nazionale, regionale e locale.

Principali novità

Fermo restando che nulla è stato cambiato nell’impianto generale del framework, sono però importanti gli aggiornamenti presenti nella nuova edizione, in particolare per quanto riguarda l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale (assente nelle precedenti versioni perché il fenomeno è esploso in anni recenti) che attraversa trasversalmente tutte le aree, i livelli di padronanza che passano da 8 a 4 e l’introduzione di 500 nuovi risultati di apprendimento. Tra le riformulazioni operate nelle denominazioni, è significativa quella dell’Area 4 che cambia da “Sicurezza” a “Sicurezza, benessere e uso responsabile” (Safety, wellbeing and responsible use).

Quindi, schematizzando, le novità riguardano:

  • Aggiornamenti alla formulazione delle aree di competenza e delle competenze
  • Livelli di padronanza semplificati
  • Nuovi risultati di apprendimento, più concreti e granulari
  • Un’integrazione trasversale delle competenze di IA
  • Un glossario esteso che spiega le parole e i termini utilizzati
  • Formati multipli, per una più facile personalizzazione e adattamento del framework

L’obiettivo che ha guidato questa revisione era di fornire più esempi, più casi, più granularità nelle definizioni per consentire a chiunque di comprendere e identificare le competenze possedute o da acquisire nelle varie aree. In pratica, DigComp 3.0 trasforma il framework da “mappa concettuale” a strumento operativo e misurabile.

Integrazione delle competenze in materia di IA

La più importante novità di questa edizione non poteva non riguardare l’avvento dell’IA, che con il rilascio gratuito di ChatGPT nel novembre 2022 ha segnato una svolta epocale. L’ampio utilizzo e la presenza sempre più integrata dell’IA nelle tecnologie digitali esistenti, fa sorgere la necessità per le persone di comprendere cosa sia l’IA, come possa essere utilizzata e quali siano i loro diritti e responsabilità per un utilizzo sicuro ed etico dell’IA.

In DigComp 3.0, l’IA è inquadrata come una tecnologia digitale tra una gamma di tecnologie digitali, pur mantenendo l’attenzione sulle competenze digitali stesse. Le conoscenze, le abilità e gli atteggiamenti relativi all’IA sono presenti in tutte le 21 competenze di DigComp 3.0. Nel dettaglio, nelle singole dichiarazioni di competenza e nei risultati di apprendimento, l’etichettatura di IA viene utilizzata per indicare dove la competenza di IA è presente nel framework. Accanto a ciascun Learning Outcome viene indicata una presenza dell’IA secondo 3 possibili categorie:

a. AI-Implicit

b. AI- Explicit

c. AI-Non Implicit or Explicit

Queste denominazioni indicano il livello di coinvolgimento dell’AI nel risultato. In particolare: AI-Explicit: il Learning Outcome riguarda in modo diretto l’AI. Per esempio, si tratta di riconoscere come funziona un sistema di AI oppure di valutare rischi e bias algoritmici o ancora di usare strumenti di AI generativa con consapevolezza. In sostanza, l’intelligenza artificiale è la principale protagonista del risultato di apprendimento. AI-Implicit: il Learning Outcome non parla direttamente di AI, ma l’AI è coinvolta come tecnologia di sfondo, in modo implicito, perché molti strumenti digitali moderni la incorporano. Per esempio, valutare l’affidabilità di contenuti online, che potrebbero essere prodotti da AI oppure utilizzare strumenti digitali, che integrano algoritmi predittivi o di raccomandazione oppure proteggersi da rischi come deepfake, filtri manipolativi o ancora disinformazione automatizzata. AI-Non Implicit or Explicit: solo in questo caso la competenza non coinvolge l’AI. Per esempio, interagire tramite tecnologie di comunicazione digitale di base oppure competenze tecniche che possono esistere indipendentemente dall’AI.

In un contesto in cui gli strumenti di intelligenza artificiale rendono sempre più semplice generare contenuti convincenti ma falsi, la capacità di valutare criticamente le fonti, riconoscere manipolazioni e comprendere i meccanismi di diffusione della misinformazione diventa competenza civica fondamentale.

Il contesto politico, per una cittadinanza consapevole

DigComp 3.0 incarna i principi della Dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali per il decennio digitale, che pone le persone al centro della trasformazione digitale e contribuisce a fondare il quadro normativo su un insieme di valori e principi europei condivisi.

Si allinea inoltre alle politiche e alle iniziative europee relative alle competenze digitali e all’impatto sociale della trasformazione digitale, come il programma politico del decennio digitale, l’Unione delle competenze (Union of skills), il Piano d’azione per il Pilastro europeo dei diritti sociali e la Strategia europea per un Internet migliore per i bambini (BIK+). Il quadro normativo riconosce i diritti e le responsabilità dei cittadini ai sensi delle normative UE come il “Regolamento generale sulla protezione dei dati”, la Legge sui servizi digitali (Digital Service Act), la “Legge sui mercati digitali” e la Legge sull’intelligenza artificiale (AI Act).

In conclusione, la revisione delle competenze e della loro formulazione e il maggiore ed esplicito collegamento con le politiche porta a dare priorità alle seguenti tematiche nel DigComp 3.0:

  • Competenze in materia di IA (compresa l’IA generativa)
  • Benessere negli ambienti digitali
  • Competenze in materia di sicurezza informatica (cybersecurity)
  • Diritti, libertà di scelta e responsabilità dei cittadini rispetto al digitale
  • Competenze per affrontare la mis- e disinformazione e le minacce alla democrazia.

Nel passaggio a DigComp 3.0 emerge quindi un tentativo di cambiare di paradigma, sempre più da utente digitale verso il cittadino agente critico e consapevole che sappia vivere il mondo attuale con consapevolezza e responsabilità.

Il DigComp 3.0 è stato ufficialmente presentato il 12 dicembre 2025 in diretta streaming

Rivedi la presentazione del 12 dicembre | Esplora il DigComp 3.0 nella versione web | Leggi la brochure sintetica

È inoltre disponibile sul sito del JRC una sezione con strumenti per la valutazione e il monitoraggio basati su DigComp: DigComp Sat, Europass, MyDigiSkills: DigCom-based Assessing and Monitoring Tools

Scarica DigComp 3.0 dal sito JRC
(pagina Download)

Consulta anche la scheda realizzata da SALTO Digital per usare il DigComp 3.0 nei progetti:

Come usare DigComp 3.0 mei progetti

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