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Green Erasmus: in treno da Oulu a Firenze. Gli studenti del Liceo A. Gramsci protagonisti dell’accoglienza e ora pronti a partire

Green Erasmus: da Oulu a Firenze in treno

“Sono partiti stamattina alle 5,30!” è cominciata così, sabato 7 febbraio, con un annuncio nella chat del gruppo Erasmus Finlandia della scuola, l’esperienza Erasmus+ in accoglienza di un gruppo di studenti del Liceo “Antonio Gramsci” di Firenze e delle loro famiglie; è cominciata con l’attesa, curiosa ed emozionata, di un treno che avrebbe finalmente portato a incontrare i compagni finlandesi a Firenze, due giorni e ca. 3.200 km dopo.

Da Oulu a Firenze in treno: 15 studenti e tre docenti della Laanilan Lukio di Oulu, hanno deciso di usufruire del contributo speciale previsto dal Programma Erasmus+ per i viaggi green. “Il viaggio è stato un modo di fare la storia” come ha raccontato la docente che ha proposto l’idea alla scuola, un’avventura cha ha permesso di attraversare l’Europa da nord a sud, passando per Helsinki, Stoccolma, Copenhagen, Amburgo, Zurigo, Milano e si è conclusa lunedì 9 febbraio alle 19.04, quando il treno è arrivato alla Stazione di Firenze Santa Maria Novella e il gruppo dei finlandesi è stato accolto da studenti, genitori e insegnanti, tra l’imbarazzo iniziale e la gioia di un’esperienza nuova che inizia.

Green Erasmus: il viaggio nel racconto della Professoressa Finlandese Nina Salmela

Una curiosità: se calcoliamo l’impronta carbonica del viaggio vediamo che il viaggio in treno ha prodotto 10,8 kg di CO2e a fronte di 421 kg di CO2e se fosse stato fatto in aereo, risprmiando quindi 410 Kg. di emissioni.

Il percorso del Liceo Gramsci per costruire l’esperienza di accoglienza e di mobilità insieme alla scuola finlandese.

La Professoressa Elena Fini del Liceo Gramsci ci ha raccontato il percorso Erasmus+ realizzato a partire dal contatto iniziale con la scuola finlandese e dal lavoro svolto insieme agli studenti in preparazione all’accoglienza, il valore dell’esperienza per il Piano di formazione Scuola Lavoro, la collaborazione con le colleghe finlandesi.

L’esperienza di mobilità studentesca che porterà un gruppo di studenti del nostro istituto a Oulu, in Finlandia, nel mese di aprile, rappresenta il risultato concreto delle opportunità offerte dal programma Erasmus+ alle scuole italiane. Il primo contatto con il partner finlandese è nato grazie alla partecipazione di alcuni docenti dell’istituto – tra cui la prof.ssa Laura Puccioni – a un corso di formazione realizzato nell’anno scolastico 2023/24. Da quell’occasione iniziale è iniziato un percorso di lavoro condiviso che ha portato alla progettazione di un’esperienza di job shadowing, svolta sia in accoglienza sia in mobilità, e alla definizione della mobilità rivolta agli studenti. Il lavoro preparatorio è iniziato nel giugno scorso e ha visto il progetto iniziale crescere e cambiare per adattarsi alle caratteristiche e agli obiettivi delle due scuole. 

Il valore dell’esperienza per il Percorso di Formazione Scuola-lavoro è stato evidente fin da subito. Ci siamo trovate ad adattare – anche di molto- il programma che avevamo inizialmente tracciato per fare spazio alle proposte e agli interessi dei ragazzi, in modo da favorire la responsabilità e la partecipazione e un criterio democratico nel prendere decisioni.  Gli studenti sono stati protagonisti attivi dell’intero percorso: hanno preso decisioni, selezionato proposte, curato aspetti organizzativi che normalmente non trovano spazio nella quotidianità scolastica. Hanno dovuto valutare tempi, spazi, materiali necessari per l’accoglienza; mettere a frutto la propria esperienza nel progettare attività, visite guidate, momenti di socializzazione e laboratori; scoprire il complesso “dietro le quinte” del lavoro degli insegnanti. È proprio questo coinvolgimento diretto – operativo, critico e responsabile – a rendere la preparazione dello scambio perfettamente in linea con gli obiettivi e i metodi della Formazione Scuola-Lavoro.

La collaborazione con le colleghe finlandesi è iniziata a distanza, grazie agli strumenti digitali che hanno permesso di condividere materiali, confrontare piattaforme, definire obiettivi comuni. Il percorso, sviluppatosi a partire da giugno 2025, è stato il frutto di un dialogo costante e stimolante, che ha richiesto un’attenta mediazione tra le esigenze della nostra scuola e quelle del partner straniero per costruire un progetto realmente condiviso.

La settimana di accoglienza ha però mostrato con chiarezza come l’incontro in presenza offra un’efficacia e una profondità impossibili da raggiungere solo online: una conferma dell’importanza delle visite preparatorie, rese possibili proprio da Erasmus+. La collaborazione con le colleghe finlandesi si è rivelata estremamente positiva, non solo nell’organizzazione delle attività, ma anche nella cura degli aspetti più umani e relazionali che qualsiasi scambio internazionale porta con sé.

Le attività di una settimana di Erasmus a Firenze

La settimana è passata velocemente con un programma ricco di attività che ha coinvolto gli studenti in visite culturali alla scoperta di Firenze e Pisa, attività tematiche agli Archivi storici dell’Unione europea a cura del servizio didattico dell’Istituto universitario europeo, momenti di condivisione a scuola e momenti di festa e di incontro internazionale, anche grazie alla presenza in contemporanea della delegazione Erasmus+ francese, sempre nell’ambito dell’Accreditamento Erasmus+ e di alcuni studenti di Boston.
L’aver creato un gruppo formato da studenti di varie sezioni delle classi terze ha favorito notevolmente lo sviluppo di relazioni positive e di nuove amicizie anche all’interno della scuola: si è formato un unico grande gruppo Italia- Finlandia e anche nei momenti liberi, gli studenti si sono organizzati con senso di responsabilità per restare insieme o comunque fare in modo che gli studenti ospiti fossero sempre insieme a qualcuno dei fiorentini.
Oltre alle attività proposte nel programma didattico, i ragazzi sono riusciti a creare momenti di vita insieme anche nel quartiere, condividendo tempo al parco pubblico o semplicemente un gelato, nonostante il meteo poco clemente, hanno superato alcune incomprensioni con maturità e sono riusciti ad approfittare di ogni istante di questa esperienza per approfondire la conoscenza reciproca e diventare amici.
Nelle brevi videointerviste che seguono, i commenti della docente Hanne- Marike e di alcuni studenti

L’esperienza dell’accoglienza, Erasmus+ anche per le famiglie

Erasmus+ è anche accoglienza.
La possibilità di organizzare l’accoglienza degli studenti nelle famiglie porta l’Erasmus ad avere un impatto più ampio sulla comunità scolastica e sul territorio. Una settimana sembra poco ma è abbastanza per sperimentare, confrontarsi, rivedere stereotipi, condividere la vita familiare e creare dei legami.

Così le famiglie degli studenti del Liceo Gramsci sono state per una settimana anche le famiglie degli ospiti finlandesi, dal “Benvenuti a Firenze” alla stazione il primo giorno, al quasi commosso arrivederci all’aeroporto di Peretola la mattina prima dell’alba; presenti, disponibili ad accompagnare i ragazzi, a cucinare per loro, a cercare di comprendere i silenzi e un fare talvolta introverso, a mettersi in gioco sulle differenze e a veder crescere i propri ragazzi.

Abbiamo raccolto alcune testimonianze dei genitori degli studenti del Gramsci che con piacere riportiamo di seguito

Abbiamo imparato tante cose della Finlandia

La nostra famiglia tramite Lorenzo di 3BS ha ospitato Samu ed è stata davvero una bellissima esperienza, non solo per Lorenzo direttamente coinvolto, ma per tutti noi: abbiamo imparato tante cose della Finlandia e delle sue abitudini ed è stato bello mettersi in discussione confrontando modi di vivere apparentemente molto diversi. Siamo rimasti molto colpiti della perfetta organizzazione da parte della scuola e di come in pochi giorni le professoresse siano riuscite a creare un gruppo affiatato ed entusiasta di vivere insieme quest’avventura. 

Cos’è cambiato durante la settimana di accoglienza? Sicuramente Lorenzo ha fatto nuove amicizie, ha capito l’importanza della lingua inglese e che con la scuola si possono fare anche cose molto divertenti; noi abbiamo capito che è utile e non solo bello aprirci a nuove abitudini e imparare nuovi modi di stare insieme…cenare presto la sera, rispettare il silenzio e condividere in modo più efficiente gli spazi.

Sinceramente non ci aspettavamo un ragazzo così gentile ed educato, inoltre pensavamo, sbagliando, che fosse molto alto, come lo stereotipo che abbiamo dei ragazzi del nord Europa, invece abbiamo imparato che i finlandesi sono diversi dagli svedesi (e sono di statura più simile agli italiani!)

Vi ringraziamo ancora per la bellissima esperienza 

L’arrivo di una persona che vive da lontano ci ha dato uno spunto di riflessione”

Ci ha fatto piacere ospitare la ragazza finlandese, già dalle settimane precedenti pensavamo a come accoglierla al meglio; insegnare alle figlie come si accoglie una persona è stato entusiasmante. La nostra ospite è stata molto silenziosa e riservata ma comunque molto carina e gentile.
Abbiamo capito che si può vivere anche in altro modo, andando in bici o a piedi per km, usando la macchina pochissimo. Si può stare bene anche dando meno importanza al cibo. Il racconto sull’inverno finlandese quando non c’è neve, praticamente inghiottiti dal buio, mi ha fatto apprezzare tanto il nostro clima. Quindi in 5 giorni l’arrivo di una persona che vive lontano da noi ci ha dato spunto di riflessione: abbandonare la macchina!

Per mia figlia Lara invece è stato molto di più, penso. L’ho vista contenta, entusiasta, impegnata nel riuscire a comunicare in inglese, divertita a stare tutto il giorno in un gruppo di ragazzi, felice di mostrare le meraviglie della sua città in prima persona.
Mamma di Lara

le ho sentite parlare in camera in inglese come se si conoscessero da sempre

Esperienza più che positiva!
Jade molto rispettosa, all’inizio un po’ intimidita ma poi ha preso confidenza e parlava molto spedita in inglese. Chiara idem, la prima sera imbarazzatissima e poco abituata a parlare in inglese. Lo switch é avvenuto il martedì sera quando le ho sentite parlare in camera in inglese come se si conoscessero da sempre. Esperienza validissima da un punto di vista didattico ma anche emotivo (io ho finito per affezionarmici in breve tempo).
Tempi organizzati molto bene e devo dire che l’esperienza ha gravato poco sulle famiglie, ad eccezione di qualche cena, pranzi a sacco e un paio di serate a vedere film in inglese (il diavolo veste Prada era d’obbligo😉).

Patrizia, mamma di Chiara

all’età dei nostri figli ( 17) il confronto con i pari è un momento davvero importante, di formazione della propria personalità

Con Rebecca abbiamo già avuto l’opportunità di un altro scambio Erasmus quando lei frequentava la scuola primaria; i ragazzi erano davvero piccoli e molto meno indipendenti, forse l’esperienza di allora è stata più “scolastica” e meno amicale di quella appena conclusa. 

Per quanto riguarda la settimana appena conclusa posso dire che la ragazza che abbiamo ospitato è stata molto educata e discreta forse un po’ riservata in casa quando ero presente io, soprattutto i primi giorni mentre nelle ultime sere mi ha fatto molto piacere sentire che con Rebecca si era instaurata una certa confidenza tanto che le ho sentite anche ridere di gusto parlando tra di loro.

Devo dire che in casa ci sono state davvero poco ma lo considero un segnale positivo, di fatto, anche nelle ore libere dagli impegni programmati per il progetto hanno preferito  rimanere fuori in gruppo tutti insieme e credo che quelle ore siano state davvero intense e divertenti per tutti loro: Rebecca mi ha fatto vedere dei filmati dove hanno inventato dei giochi tutti insieme tipo una sorta di “sfida sportiva” oppure si sono filmati mentre cercavano di ripetere delle frasi nelle rispettive lingue con risultati alquanto esilaranti. 

Penso che, recarsi in un paese straniero con le proprie caratteristiche e cultura e visitare una scuola con metodi, orari e organizzazione diversi sia una esperienza davvero formativa che ti apre la mente e ti “costringe” anche, in senso positivo, ad adattarti a metterti alla prova ed uscire dalla zona di comfort.

Rebecca, il giorno dopo la partenza dei suoi nuovi amici finlandesi mi ha detto “sai, oggi mi sembra tutto molto strano dopo una settimana nella quale siamo stati tutti insieme praticamente per tutto il giorno, ora mi manca quella dimensione di gruppo”.

Questa riflessione mi ha ricordato come, specialmente in una età come la loro, il confronto con i pari sia un momento davvero importante, di formazione della propria personalità quando ci si misura con gli altri e con le diversità di ognuno e se queste diversità sono anche culturali o di lingua o di abitudini il confronto e lo scambio acquistano un valore aggiunto davvero inestimabile.

Spero che progetti come questo rimangano sempre a disposizione dei nostri giovani e sono felice e grata che Rebecca abbia potuto farne parte.

Cristina, mamma di Rebecca

Oulu è più vicina!

Un paese di cui si sapeva poco, magari noto per i laghi ghiacciati, le foreste le renne è diventato la prossima tappa di un percorso di scuola; e Oulu, non è più un puntino sulla mappa ma un luogo che richiama affetti, amicizia, novità da scoprire. Erasmus+ è “esperienze di vita, cooperazione, novità, divertimento” come hanno detto ragazzi e insegnanti nelle interviste; è un ponte che trasforma estranei in famiglia, e le studentesse e gli studenti del Gramsci non vedono l’ora di attraversarlo di nuovo per raggiungere Oulu a metà aprile!
Buon Erasmus ragazzi!

Per approfondire

A cura di Valentina Riboldi, Agenzia nazionale Erasmus+ INDIRE, Unità comunicazione