Il Programma
Storie e buone pratiche
Rendere visibile l’università: l’esperienza di ISENSE
Entrare all’università è sempre un passaggio importante, spesso carico di aspettative e incertezze. Ma per uno studente sordo questo momento può trasformarsi in qualcosa di molto più complesso: informazioni difficili da comprendere, servizi non sempre accessibili, un senso diffuso di smarrimento già nelle fasi iniziali. È proprio da questa consapevolezza che nasce ISENSE – Innovative Supporting sErvices for uNiversity Students with dEafness, un progetto europeo pensato per colmare un divario ancora troppo presente nei sistemi universitari.
L’idea prende forma a partire da un bisogno concreto: rendere l’orientamento e la vita universitaria realmente accessibili. In molti contesti, infatti, la comunità studentesca sorda non dispone degli strumenti necessari per comprendere appieno l’offerta formativa, i servizi disponibili o le opportunità di mobilità internazionale. Questa mancanza non è solo informativa, ma incide profondamente sulla possibilità di scegliere, partecipare e costruire il proprio futuro accademico.
ISENSE ha affrontato questa sfida con un approccio che unisce tecnologia e inclusione, trasformando strumenti digitali avanzati in veri e propri ponti comunicativi. La realtà virtuale, i sistemi olografici interattivi e l’intelligenza artificiale non sono state utilizzate come elementi innovativi fine a sé stessi, ma come mezzi per rendere i contenuti accessibili, comprensibili e coinvolgenti. I materiali di orientamento sono stati ripensati in chiave visiva e immersiva, permettendo alla comunità studentesca sorda di accedere alle informazioni in lingua dei segni attraverso esperienze interattive. Allo stesso tempo, la formazione di docenti e personale universitario è stata arricchita da ambienti virtuali capaci di sviluppare competenze comunicative e, soprattutto, consapevolezza.
Il valore aggiunto della collaborazione europea
Uno degli elementi più significativi del progetto è stato il forte carattere europeo. Università, centri di ricerca e associazioni della comunità sorda hanno lavorato insieme superando differenze linguistiche e culturali, costruendo soluzioni condivise e adattabili a contesti diversi. Questo dialogo continuo ha permesso non solo di migliorare la qualità dei risultati, ma anche di sviluppare una visione comune dell’inclusione, più ampia e strutturata. Il coinvolgimento diretto delle associazioni, in particolare, ha dato al progetto una dimensione autentica: non destinatari passivi, ma protagonisti attivi nella progettazione e nella validazione delle soluzioni.
In questo senso, ISENSE rappresenta un esempio concreto di come la trasformazione digitale possa diventare una leva per l’accessibilità. Non si è trattato semplicemente di digitalizzare contenuti esistenti, ma di ripensarli completamente, mettendo al centro le esigenze degli utenti. Le tecnologie sviluppate hanno aperto nuove possibilità non solo per l’educazione, ma anche per la ricerca, creando le basi per future applicazioni legate all’intelligenza artificiale e alla lingua dei segni.
Un progetto fatto a misura di utenti
Il progetto ha dato grande importanza anche al coinvolgimento diretto del target. Studentesse e studenti sordi e associazioni hanno partecipato attivamente alle diverse fasi, testando strumenti, fornendo feedback e contribuendo a migliorare i risultati. Questo processo partecipativo ha reso le soluzioni più efficaci e aderenti alla realtà, dimostrando quanto sia fondamentale ascoltare chi vive quotidianamente queste sfide.
I risultati ottenuti sono andati oltre le aspettative iniziali. Oltre allo sviluppo di strumenti innovativi e linee guida per l’inclusione, il progetto ha generato un impatto culturale significativo all’interno delle università coinvolte, aumentando la consapevolezza e stimolando nuove collaborazioni. In alcuni casi, si è osservato un effetto diretto anche sull’interesse degli studenti sordi verso il percorso universitario, segno che rendere accessibili le informazioni significa anche rendere accessibili le opportunità.
Naturalmente non sono mancate le difficoltà. Lavorare in un contesto internazionale ha richiesto un forte sforzo di coordinamento, soprattutto nella gestione delle diverse lingue dei segni e nella validazione dei contenuti. Tuttavia, proprio queste sfide hanno rappresentato un’occasione di crescita, rafforzando il partenariato e migliorando la qualità complessiva del progetto.
Oggi ISENSE lascia un’eredità concreta fatta di strumenti riutilizzabili, metodologie trasferibili e una rete di collaborazione che continua a lavorare per un’università più inclusiva. Ma soprattutto lascia una consapevolezza: l’accessibilità non è un’aggiunta, è una condizione necessaria per garantire a tutti il diritto di scegliere il proprio percorso.
di Stefano Rossi e Juri Taborri, Università degli Studi della Tuscia
Sito del progetto: https://www.isenseproject.eu/
Codice e scheda progetto sulla piattaforma risultati:
2022-1-IT02-KA220-HED-000089554
Coordinatore: Università degli studi della Tuscia
Partner: Associazioni Unite dei Sordi della Regione Umbria (Italia); Blue Cinema TV srl, Roma (Italia); Fachhochschule Des Mittelstandes (Fhm) Gmbh – University Of Applied Science (Germania); Fundacion Cnse Para La Supresion De Barreras De Comunicacion (Spagna): Stowarzyszenie Rozwoju “Pitagoras” (Polonia)
a cura di Alessandra Ceccherelli
Digital Contact Point Agenzia Erasmus+ INDIRE
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