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Con Erasmus+ da Cagliari a Falun, in Svezia: doppio titolo, esperienza e consigli pratici

Erasmus+ non è solo un’esperienza di studio all’estero, ma un percorso che può cambiare davvero la traiettoria personale e professionale di uno studente. Lo racconta Lorenzo Dulcis, in una intervista con Sergio Nava, nel corso del programma Generazioni Mobili su Radio24.

Lorenzo, 23 anni, studente di Relazioni Internazionali è oggi in mobilità a Falun, in Svezia, dopo aver già vissuto esperienze in Spagna e Lituania. Ci spiega che la scelta di Paesi così diversi nasce da una visione chiara: “Ho scelto mete diverse per conoscere culture differenti: mediterranea, baltica e scandinava. Questo mi ha permesso di arricchire molto il mio bagaglio culturale”. Un approccio coerente con il suo percorso di studi, che trasforma l’Erasmus in un’esperienza strategica, non casuale.

Cos’è il doppio titolo Erasmus+ e cosa cambia

Oggi Lorenzo studia presso la Dalarna University grazie a un accordo con l’Università degli Studi di Cagliari. Il suo è un percorso di doppio titolo, che consente di ottenere due lauree nello stesso periodo: una italiana e una svedese.

“Il doppio titolo dà la possibilità di ottenere due titoli nel tempo in cui normalmente se ne prenderebbe uno solo”, racconta. Si tratta però di un percorso più strutturato rispetto all’Erasmus+ classico: “Se scegli il doppio titolo hai meno libertà, perché molti esami sono obbligatori sia in Italia che all’estero”.

Una scelta quindi più vincolata, ma con un ritorno accademico e professionale più forte. La differenza tra le due modalità è sostanziale e può orientare la decisione degli studenti. Nel modello classico prevale la flessibilità: si scelgono gli esami in base ai propri interessi e alle compatibilità con il piano di studi. Nel doppio titolo, invece, il percorso è già definito. Come sintetizza Lorenzo: “L’Erasmus+ classico è più libero, il doppio titolo è più strutturato ma ti dà un valore aggiunto importante”.

Vita Erasmus+ in Svezia: studio, sport e socialità

La quotidianità a Falun riflette lo spirito dell’esperienza Erasmus+, dove studio e vita personale si intrecciano continuamente. Le lezioni sono distribuite durante la giornata e nelle pause si può fare sport o stare con altri studenti internazionali. Dall’atletica leggera agli incontri informali, ogni momento diventa occasione di scambio. E poi la sera: “Si esce insieme, si va nei pub o in giro per la città. È il modo migliore per chiudere la giornata”. Un equilibrio che rende l’esperienza completa, ben oltre la dimensione accademica.

Lingua e alloggio: cosa sapere davvero

Per studiare in Svezia non è necessario conoscere lo svedese: l’inglese è sufficiente per seguire corsi e vivere l’università, inoltre molte università offrano corsi gratuiti per studenti internazionali. Sul fronte alloggio, le soluzioni si trovano principalmente attraverso i siti ufficiali delle università o piattaforme dedicate ma il consiglio è quello dello studentato: “È quasi un salvavita: costa meno e ti permette di integrarti subito”.

Come partire: tempistiche e informazioni

Per partecipare a Erasmus+ è fondamentale muoversi per tempo. Le candidature si aprono generalmente tra febbraio e marzo per partenze a settembre, ma possono richiedere anche maggiore anticipo. Il primo riferimento resta l’università, ma è utile anche confrontarsi con chi è già partito. Accanto ai canali ufficiali, esistono piattaforme e community studentesche che permettono di raccogliere esperienze dirette e consigli pratici.

Il consiglio finale: “buttatevi”

Il messaggio conclusivo di Lorenzo è diretto, senza esitazioni: “Il consiglio è buttarsi, senza dubbi. È un’esperienza che arricchisce e oggi è fondamentale anche per il mondo del lavoro”. Le difficoltà iniziali sono normali, tra lingua, nuove abitudini e contesti diversi. Ma fanno parte del percorso. “Non fatevi abbattere dai primi disagi: informatevi, partite e sfruttate al massimo queste opportunità”. Perché oggi l’Erasmus+ non è solo un’esperienza universitaria, ma un vero investimento sul proprio futuro.

Ascolta l’intervista

Ascolta l’intervista di Lorenzo, all’interno anche un contributo di Maria Salzano (settore Istruzione superiore Agenzia Nazionale Erasmus+ Indire)