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Studia robotica a Ferrara e approda in Belgio: il tirocinio Erasmus+ di Chiara
Trasformare ciò che si studia nelle aule universitarie in un’esperienza concreta, dentro un laboratorio internazionale. È la scelta di Chiara Bernardini, 25 anni, studentessa di Ingegneria informatica e dell’automazione presso l’Università degli Studi di Ferrara, oggi impegnata in un Erasmus+ Traineeship a Lovanio, in Belgio.
Dopo la laurea triennale in Ingegneria elettronica e informatica, Chiara ha proseguito il proprio percorso specializzandosi in robotica e meccanica. Il tirocinio all’estero le sta permettendo di avvicinarsi al mondo del lavoro e, contemporaneamente, di sviluppare il progetto per la tesi.
«È, di fatto, una prima esperienza lavorativa», racconta ai microfoni di “Generazioni Mobili” su Radio 24. Le sue giornate si svolgono in laboratorio, con orari simili a quelli di un ufficio e obiettivi da raggiungere. Si continua a studiare, ma in modo diverso: quello che si apprende attraverso articoli e pubblicazioni scientifiche viene subito applicato al lavoro di ricerca.
Come trovare il tirocinio
A differenza dell’Erasmus+ per studio, chi vuole partire per un Traineeship deve generalmente individuare in autonomia l’organizzazione ospitante. Può essere un’università, un laboratorio di ricerca, un’azienda oppure un altro ente pubblico o privato.
Il consiglio di Chiara è muoversi con almeno tre-sei mesi di anticipo rispetto alla scadenza del bando perché, contattare le strutture, ricevere una risposta e ottenere la lettera di accettazione, può richiedere tempo.
Proprio la lettera di accettazione è uno dei documenti più importanti: presentare la candidatura avendo già definito la sede e il progetto di tirocinio può aumentare le possibilità di essere selezionati e di ricevere la borsa di mobilità.
Un aiuto prezioso può arrivare dai docenti universitari, soprattutto dal docente con cui si intende sviluppare la tesi. Chiara raccomanda inoltre di mantenere un dialogo costante sia con il relatore italiano sia con il supervisor estero, fissando fin dall’inizio obiettivi settimanali e mensili.
Dal Learning Agreement alla ricerca della casa
Tra gli aspetti da non sottovalutare c’è il Learning Agreement for Traineeships, il documento che definisce attività e risultati formativi dell’esperienza. Compilarlo con attenzione e d’intesa con la propria università è fondamentale per ottenere il riconoscimento del lavoro svolto all’estero ed evitare problemi burocratici al rientro.
Anche la ricerca dell’alloggio richiede anticipo. A Lovanio il mercato è molto competitivo e i prezzi possono variare sensibilmente. Chiara suggerisce di affidarsi a portali sicuri, come Kotwijs, la piattaforma dedicata agli alloggi per studenti collegata alla Katholieke Universiteit di Lovanio, così da ridurre anche il rischio di truffe.
«Fate networking fin dal primo giorno»
Prepararsi bene è importante, ma per Chiara non bisogna vivere la partenza con eccessiva preoccupazione. Servono impegno, organizzazione e una buona conoscenza dell’inglese, ma anche la capacità di affrontare l’esperienza con serenità.
Il suo consiglio è costruire relazioni fin dai primi giorni: conoscere altri studenti e tirocinanti aiuta a superare i momenti di solitudine, condividere le difficoltà e sentirsi parte di una comunità.
L’Erasmus+ Traineeship diventa così molto più di una esperienza da aggiungere al curriculum. È un’occasione per mettere alla prova le proprie competenze, conoscere un nuovo ambiente professionale e superare i propri limiti. Per tornare a casa, come racconta Chiara, con maggiore maturità e fiducia in sé stessi.



